Il termine indica un disturbo psico-neurotico in genere difficile
da diagnosticare con certezza e ancora più difficile da
fare accettare ai genitori del paziente. Si tratta per lo più
di bambini che, più o meno coscientemente, prendono l'abitudine
di attorcigliare e tirare i capelli con le dita. L'alopecia si
manifesta preferibilmente nelle aree fronto-parietali con chiazze
irregolari della grandezza di anche diversi centimetri, nelle
quali i capelli sono in parte assenti ed in parte spezzati all'altezza
di 2-3 mm (al di sotto di questa lunghezza non è infatti
possibile afferrarli con le dita). Il cuoio capelluto appare indenne.
Se nell'area interessata vengono asportati i capelli superstiti
si potrà osservare la completa assenza di quelli in fase
telogen. Istologicamente, nei casi gravi, il follicolo può
subire fratture nella continuità della matrice e distacco
della guaina epiteliale esterna da quella connettivale con successive
emorragie intra ed extra follicolari e riparazione più
o meno completa con tessuto cicatriziale. Ciò determinerà,
anche se lo stimolo cessa, la persistente impossibilità
di produzione di un capello normale (tricomalacìa).
La terapia è di competenza medico-psichiatrica.