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Il primo contatto tra chirurgo e paziente riveste sempre un'importanza
fondamentale. É in questa sede che si dovrà stabilire
se si è arrivati a una calvizie per la quale altre terapie
non possono raggiungere risultati soddisfacenti e se è
quindi corretto utilizzare la chirurgia. Dal IV stadio della scala
di Hamilton la chirurgia è spesso la soluzione migliore,
anche se occorre sottolineare che le scale di classificazione
dell'alopecia sono solo indicative e che ogni paziente deve essere
valutato singolarmente.
Per pianificare in maniera corretta l'intervento è importante,
con alcune deroghe, che la caduta si sia in qualche maniera stabilizzata.
É importante che si sondi anche le aspettative che portano
il paziente al chirurgo, che siano realistiche e non legate a
desideri irrealizzabili o a dismorfofobia. Ai pazienti più
giovani, in cui ansie e speranze sono in genere molto pressanti,
va illustrata l'evoluzione cui la capigliatura potrà avere
nel corso della vita e come questo sia da considerare in fase
di programmazione dell'autotrapianto. Spesso ciò che terrorizza
un ragazzo che perde i capelli non è la situazione presente
ma quello che teme che accadrà più avanti nel tempo.
Un trapianto dovrà dargli la sicurezza che la calvizie
non ci sarà. Un bravo chirurgo consigliera la strategia
migliore senza promettere risultati miracolosi, bensì cercando
la soluzione giusta e prendendo in considerazione l'età,
il grado di calvizie, la densità, il colore e la qualità
dei capelli dell'area donatrice. Spesso, nel colloquio con il
paziente, si sottolinea che la calvizie non è una malattia,
ma un problema estetico e psicologico: il compito del chirurgo
consiste nel trovare la soluzione a tale problema.
Durante il colloquio preliminare, il paziente riceverà
alcune importanti informazioni sulla tecnica più adeguata
per lui, su come prepararsi all'intervento, sul numero delle procedure
necessarie o che potranno essere necessarie, sui risultati parziali
e finali che si otterranno, sugli accorgimenti e possibili complicanze
del postoperatorio, sulla stima realistica dei costi fisici ed
economici. É questa l'occasione che il chirurgo ha per
rispondere a eventuali domande e dubbi. La visione di materiale
illustrativo di casi clinici pre e post chirurgia nonché
la sottoscrizione di un consenso informato chiaro e dettagliato
aiuterà il paziente ad avvicinarsi all'intervento con una
maggiore consapevolezza dei vantaggi e dei limiti dell'autotrapianto.
Per evitare delusioni il paziente dovrà fondamentalmente
aver chiaro un concetto base: che l'autotrapianto dei capelli
svolge ottimamente il compito di ridistribuire i capelli esistenti
ma non può crearne di nuovi.
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