
La soia è un legume conosciuto da millenni e sono ormai
noti i suoi effetti benefici sulla salute in generale e sui capelli.
I suoi semi, che rientrano nell'alimentazione di base delle popolazioni
orientali, contengono una maggiore percentuale di proteine (40%)
con buone quantità di aminoacidi essenziali rispetto agli
altri legumi. La soia apporta anche quantità apprezzabili
di vitamine, glucidi, lipidi e sali minerali.
Altri suoi componenti sono gli isoflavoni, che si comportano come
fitoestrogeni: genisteina, daidzeina, glyciteina, biocanina e
formononetina. Ben il 90% dei sui grassi è rappresentato
da acidi grassi insaturi, altra caratteristica che rende la soia
un alimento prezioso.
La soia esercita un'azione antiossidante e riduce il colesterolo.
Nelle popolazioni che si nutrono abitualmente di soia si è
osservata una minor incidenza di disturbi della menopausa, di
cancro della mammella, del colon e di patologie cardiovascolari.
Le donne asiatiche che si sono trasferite negli Stati Uniti e
hanno abbandonato l'alimentazione tradizionale hanno acquisito
la stessa percentuale di rischio per queste malattie delle coetanee
occidentali. Lo stesso "Progetto Diana", effettuato
dall'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di
Milano, ha evidenziato che una dieta ricca di soia ed omega 3
e povera di grassi saturi e glucidi con alto indice glicemico,
è in grado di ridurre alcuni dei principali fattori di
rischio per il cancro della mammella.
La genisteina ha dimostrato di contrastare la proliferazione delle
cellule tumorali prostatiche in coltura. Gli isoflavoni agiscono
come deboli estrogeni aumentando la quantità di SHBG circolante.
La daidzeina, altro fitoestrogeno della soia, è convertito
dalla flora intestinale nel suo metabolita più importante,
l'equol; studi svolti dal Dipartimento delle Ricerche Biomediche
dell'Università del Colorado (Stati Uniti) hanno comprovato
che l'equol riesce a bloccare l'attività del DHT occupandone
il recettore. Senza dubbio la Sola può considerarsi potenzialmente
utile per combattere gli effetti negativi del DHT sul ciclo del
capello e sull'ipertrofia della prostata.
In fitoterapia si utilizzano integratori con dosaggi di isoflavoni
variabili tra 60 e 100 mg, che nel nostro caso vanno assunti solo
dopo aver consultato uno specialista, perché gli estratti
della soia possono interferire con la fisiologia del ciclo mestruale
e con alcuni farmaci come il tamoxifene oltre ad alterare lo sviluppo
delle ghiandole endocrine del feto. Nell'alimentazione si impiegano
i semi, che vanno prima messi a bagno in abbondante acqua per
varie ore. Dopo aver scolato l'acqua d'ammollo, si fanno cuocere
a fuoco lento e a tegame coperto.