Una tecnica tradizionale della mineralogia, è diventata
ormai di indiscussa utilità diagnostica anche in tricologia.
La cheratina, che è una proteina sequenziale, ripetitiva
e cristallina, ha la proprietà di ritardare l'onda della
luce polarizzata che la attraversa ed un capello appare al microscopio
come luminoso e colorato su sfondo nero.
Si hanno ritardi d'onda, visibili come colori, "colori di
polarizzazione", e dovuti allo spessore della cheratina per
cui ad ogni colore, in base alla scala di Newton, corrisponde
un preciso diametro; ritardi d'onda dovuti all'orientamento cristallografico
e ritardi d'onda dovuti al pigmento contenuto nella cheratina,
"colori di compensazione".

Come in mineralogia ogni colore visibile comporta l'appartenenza
ad uno specifico ordine strutturale e molecolare ed in tricologia
permettono di apprezzare la struttura cristallografica di un capello,
cioè la sua "qualità".
I colori visibili al microscopio in luce polarizzata forniscono
quindi dati sicuri per valutazioni altrimenti solo ipotizzabili.
- Poiché i "colori di compensazione" possono
essere visti e stimati solo in base alla sequenza dei colori (frequenze
d'onda) visibili solamente durante la rotazione dell'oggetto esaminato
è necessario osservare il vetrino su un piano ruotante
e mai con una luce trasmessa da una fibra ottica.
- Per queste valutazioni è inoltre indispensabile un oculare
micrometrico, così da poter abbinare i colori visibili
al reale diametro del capello in esame.
Conoscendo lo spessore reale del capello, vedendo i colori di
polarizzazione è poi facile, con un poco di pratica, abbinare
alla clinica del soggetto la qualità della fibra cheratinica
dei sui capelli.
DISTINGUIAMO:
1) Osservazione di un capello a livello del fusto.
a) L'osservazione di uno capello bianco naturale è di semplice
interpretazione sulla base della "Scala dei Colori di Newton":
i colori di polarizzazione saranno il giallo, il rosso, il blu,
e raramente il verde determinati solo dallo spessore.

- Un capello bianco che ha subito una danno leggero, ad esempio
da lavaggi alcalini, si presenterà come più "vuoto",
giallo e rosso
- Un capello bianco che ha subito un danno più forte, come
una permanente "malfatta", si presenterà col
colore dominante giallo.
- Un capello bianco perché decolorato si mostrerà
bianco-diafano senza colori di polarizzazione poiché la
cheratina ha perso la struttura cristallina.
b) L'osservazione di un capello di colore naturale mostra tutti
i colori di polarizzazione fino al verde, come se il diametro
fosse maggiore del reale perché le melanine rallentano
la velocità della luce che lo attraversa.
Non è cioè possibile alcuna valutazione senza un
oculare micrometrico ed i "colori di compensazione"
saranno determinati dalle frequenze visibili solo durante la rotazione
dell'oggetto.
2) Osservazione di un capello all'altezza dell'ostio.
Permette di valutare intorno al fusto la presenza di "tappi
dell'ostio".
a) Tappo corneo si presenta come un cono di squame irregolarmente
raggrumate e cementate da sebo compatto: è tipico di patologie
ipercheratosiche: cheratosi pilare, psoriasi, lichen, LED ecc.
b) Tappo sebaceo si presenta molle e privo di squame cornee: è
tipico della seborrea, della dermatite seborroica, del defluvio
androgenetico

3) Osservazione di un capello alla radice ed alle guaine.
A questo livello è comune osservare come una "colata"
di una sostanza di colore nero, in forma elicoidale tra la cuticola
e la guaina epiteliale interna. Questa sostanza, che riteniamo
essere lattato di ammonio prodotto dalla reazione fra acido lattico
con la cheratina della guaina, scendendo verso la radice sembra
"consumare per effetto caustico" la guaina stessa che
così, "rigonfia ed insaccata", si stacca dalla
cuticola del capello.
E' anche comune osservare un altra sostanza bruna all'esterno della guaina epiteliale interna che pare distruggerla per disidratazione e che riteniamo essere squalene, idrocarburo aciclico alifatico fortemente igroscopico quando a contatto con mucopolisaccaridi.

Le guaine esterne rimangono comunque integre.
Immagini di questo tipo sono comuni sia al bordo di evoluzione
di una alopecia areata attiva sia nei pazienti paziente affetti
da telogen effluvio acuto e possono rendere ragione della loro
rapidità evolutiva.
4) Osservazione di un capello a livello del bulbo.
Fra le tante osservazioni che si possono fare a questo livello
è particolarmente facile ed interessante valutare la forma
della zona centrale germinativa, visibile come un cono scuro che
si incastra nella zona chiara cheratogena: "cono di vitalità"

Ovviamente se il cono scuro è alto le cellule della
matrice sono mitoticamente molto attive: più alto è
il cono di vitalità più lunga sarà la durata
dell'anagen del capello in esame, più la zona mitotica
appare piatta, più breve sarà la durata dell'anagen
in esame
Se la forma della zona mitotica della matrice è schiacciata
sicuramente stiamo osservando un capello in miniaturizzazione
che avrà un anagen sempre più breve.