La dermatite artefatta (DA) è caratterizzata dalla presenza
di lesioni cutanee auto-provocate per soddisfare una necessità
psicologica inconscio sottostante, che di salito consiste nel
bisogna di essere curata a di richiamare l'attenzione medica.
Il paziente può essere più a meno conscia di prodursi
le lesioni, ma negherà ogni ruolo nel processo. L'esordio
avviene in genere durante l'adolescenza a la gioventù e
prevale nel sesso femminile. Non è inusuale il fatta che
i pazienti abbiano lavorato a abbiano stretti familiari nel campo
medico. Quando viene consultato il dermatologo, spesso sono già
state effettuate numerose visite pressa altri specialisti e addetti
alla cura della salute, nonché adottati numerosi approcci
diagnostici, con risultati negativi e trattamenti dichiarati inefficaci.
Le lesioni cutanee sana straordinariamente variabili, a seconda
dell'ingenuità del paziente. Tendono a comparire all'improvviso
in sedi cutanee sane facilmente raggiungibili e possono essere
bizzarre come forma e distribuzione. Alcuni elementi mimano dermatosi
nate o perpetuano una precedente diagnosi dermatologica convalidata.
Una lesione traumatica o chirurgica di lieve entità può
"continuare a non guarire". Gli elementi sano presenti
in vari stadi di guarigione più che di evoluzione. I possibili
metodi di auto-induzione comprendono l'applicazione di prodotti
chimici, l'iniezione di sostanze estranee a di materiale infetto,
ustioni, pizzicotti, suzioni, perforazioni, grattamento ecc. La
diagnosi differenziale dermatologica è determinata dalla
morfologia della lesione e la vasculite necrotizzante costituisce
l'affezione più frequentemente presa in considerazione.
L'esame istopatologico riflette il metodo usato per produrre le
lesioni e può rivelare la presenza di sostanze estranee
introdotte nella cute.
La maggioranza dei pazienti adulti con DA risulta affetta da disturbo
borderline della personalità. Le lesioni cutanee sono ritenute
"un richiamo di aiuto". AII'anamnesi si possono riscontrare
un abuso fisico a sessuale, depressione, scarso controllo degli
istinti e un rapporto dipendente di manipolazione. La DA risulta
meno frequentemente legata a un disturbo dissociativo o all'anoressia
nervosa. Questa patologia dovrebbe essere differenziata dalle
escoriazioni nevrotiche (i pazienti riconoscono un ruolo nello
sviluppo delle lesioni cutanee), dalla simulazione (associata
a un definito guadagno secondario), dalle escoriazioni depressive,
dalle psicosi, dal ritardo mentale e dalla sindrome di Mùnchausen
(di solito uomini con disturbi sociopatici di personalità).
Con minore frequenza, la DA può rappresentare una risposta
di maladattamento a breve termine nei confronti di uno stress
psicosociale acuto. In modo caratteristico, il paziente appare
sorprendentemente sconcertato e incapace di fornire una storia
chiara sulla comparsa a sull'evoluzione delle lesioni, mentre
la famiglia risulta spesso molto irritata e critica sul tipo di
trattamento medico da seguire e non riesce a credere che il paziente
sia in grado di fingere.
La terapia dermatologica è condizionata dalla presentazione
clinica e può comprendere misure palliative, come bendaggi
occlusivi, medicazioni umide, emollienti e pomate leggere. Nei
casi più gravi può essere richiesta la chirurgia
a anche l'amputazione. Sono raccomandate visite dermatologiche
regolari, indipendentemente dalla presenza delle lesioni in modo
che il paziente passa sentirsi seguito senza ricadere in un comportamento
auto-distruttiva. Questo approccio terapeutico, per essere efficace,
necessita di un esperto referente psichiatrico, poiché
raramente risulta utile il confronto diretto. I pazienti con lesioni
sul volto o sui genitali sono considerati più recettivi
all'intervento psichiatrico e rispondono meglio all'associazione
di
farmaci psicotropi con psicoterapia rispetto ai soggetti che mostrano
lesioni sugli arti o diffuse su tutta la superficie corporea.
lì trattamento psichiatrico è diretto alla patologia
psichiatrica sottostante. La scelta del farmaco comprende antidepressivi,
ansiolitici e antipsicotici. La pimozide può risultare
efficace nei casi più resistenti, in particolare se è
stata riportata la presenza di disestesia associata alle lesioni.
Sfortunatamente, nella maggior parte dei pazienti la DA rappresenta
una condizione cronica, che peggiora e migliora in relazione agli
eventi stressanti che si verificano nel corso della vita di un
individuo. La prognosi più favorevole riguarda i bambini
o lo scarso numero di adulti le cui lesioni autoindotte appaiono
legate a una stress transitoria. Questi casi rispondono a un supporto
di tipa emozionale, a modificazioni nell'ambiente e a un aumento
della maturità.
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