I follicoli piliferi presenti
sul cuoio capelluto di una persona adulta-media-normale sono circa
400.000 ma solo 100.000 follicoli danno luogo a peli terminali,
cioè a capelli. Un individuo medio avrà quindi fra
80.000 e 120.000 capelli.
I capelli hanno una vita ciclica: crescono per circa 3 anni, con
una velocità di circa 1 cm al mese, poi il bulbo si involve
ed il capello cade. Il capello caduto è generalmente destinato
a crescere nuovamente dopo un periodo di circa 3 mesi.La vita
ciclica dei capelli sul cuoio capelluto è indipendente
da quella dei capelli vicini, ed i cicli piliferi si svolgono
uno vicino all' altro come un mosaico i cui tasselli sono indipendenti
ma tutti insieme contribuiscono a formare un disegno d' insieme
Anagen-catagen-telogen
La fase di crescita continua del capello si chiama "anagen"
e dura circa 3 anni nel maschio e fino a 5-6 anni nella femmina
. Per questo motivo le donne possono avere i capelli più
lunghi degli uomini : se il capello cresce per un centimetro al
mese per 3 anni, poi cade, crescerà fino a 36 centimetri,ma
se "vive" fino a 6 anni crescerà ben 72 centimetri.
Alla fase anagen segue una breve fase di involuzione, della durata
di circa 2 settimane, detta "catagen"; durante questa
fase il capello si prepara a cadere ed entrare nel periodo di
riposo fisiologico della durata di circa 3 mesi, detto "telogen".
Un capello in telogen è facilmente distinguibile per la
presenza del bulbo (a clava) in fondo alla sua radice inoltre
può essere asportato senza dolore, a differenza dei capelli
in anagen che, se tirati, fanno male. Alla fase telogen segue
poi una nuova fase anagen, cioè il capello caduto ricresce
ancora per rinnovare il suo ciclo vitale.
In una chioma normale sono in anagen l' 85% dei capelli,in telogen
il 13-15%, in catagen l' 1 - 2%
La calvizie
Perché si instauri la calvizie devono contemporaneamente
verificarsi due condizioni: deve esserci una ereditarietà
per calvizie e devono essere disponibili ormoni maschili.
Vediamo meglio: si diventa calvi solo se in famiglia ci sono dei
calvi fra i nostri ascendenti inoltre, pur con la stessa "ereditarietà",
normalmente solo i maschi diventano calvi. Per questo motivo la
calvizie comune è detta anche "androgenetica"
(cioè legata agli ormoni maschili).
Oltre all'ereditarietà ed allo stato ormonale individuale
anche altri fattori possono agire come concausa di calvizie, fra
questi ricordiamo: lo stress, le malattie, le carenze alimentari
specie proteiche, certi farmaci
Le cure contro la calvizie
Ovviamente nessuna cura potrà agire sulla genetica,cioè
sulla ereditarietà, le cure potranno solo influenzare e
modificare lo stato ormonale che, insieme alla genetica porta
alla calvizie.
Nessuna cura potrà essere utile per un individuo già
calvo, la cura medica della calvizie potrà essere sempre
solo una terapia del "defluvio", cioè della caduta
dei capelli, finché questi ci sono. Come antiandrogeno
ad azione locale si è dimostrato utile, efficace e sicuro
il progesterone naturale, che pertanto viene impiegato in lozione
a varie concentrazioni ( da 0,5 al 3% ). Il progesterone è
un inibitore potente dell'enzima 5 alfa reduttasi che presiede
al metabolismo locale ed all'utilizzo da parte del follicolo del
capello del testosterone. Nei follicoli dei capelli dei soggetti
calvi è stato dimostrato che l'attività della 5
alfa reduttasi è nettamente aumentata .
Come il progesterone, e forse ancor' più, si sono dimostrati
efficaci alcuni derivati progestinici come il ciproterone e lo
spironolattone e soprattutto un estrogeno, il solfato di estrone.
Sali minerali
E' dimostrato che la carenza di alcuni minerali può essere
un fattore aggravante di notevole importanza nella caduta dei
capelli. In particolare è dimostrata l'influenza di ferro,
rame, magnesio, zinco sul trofismo dei bulbi piliferi. Le carenze
minerali possono causare anche anemia, anoressia, ipereccitabilità,
disturbi della crescita, depressione immunitaria, ritardi di cicatrizzazione
delle ferite, astenia, etc, devono pertanto essere sempre ricercate
e corrette.
La carenza di zinco in particolare esordisce spesso con caduta
di capelli, disturbi diarroici, ritardo di cicatrizzazione. Sembra
che lo zinco sia necessario all'attività di alcuni fattori
di crescita cutanea, non ancora identificati, che presiedono al
ricambio dei componenti dell'epidermide e dei suoi annessi, come
appunto i capelli. Di questi fattori di crescita uno è
conosciuto ed indentificato, denominato "EPIDERMAL GROW FACTOR",
è una molecola peptidica di 52 aminoacidi.
Vitamine
Alcune vitamine sono sicuramente coinvolte nella vita dei capelli.
La presenza di anomalie dei capelli e dei peli può in certi
casi essere ricondotta a carenze vitaminiche, imputabili spesso
a drastici regimi dimagranti perseguiti con disinvoltura.
In tal senso sembrano particolarmente importanti le vitamine A,E,B5,B6,PP,H.
Proteine
Bradfield ha dimostrato su volontari sani sottoposti a dieta aproteica
che il diametro del bulbo dei capelli si riduce notevolmente dopo
solo 11 giorni
Nella carenza proteica acuta (Kwashiorkor) la percentuale dei
capelli in anagen scende al 27% ed i bulbi mostrano severi segni
di atrofia evidenziabili con una netta diminuzione di diametro.
Nella carenza proteica cronica (Marasma) l'organismo tenta di
adattarsi alla situazione di malnutrizione conservando le proteine
per le funzioni essenziali alla sopravvivenza e le alterazioni
dei capelli si fanno ancora più drammatiche. In uno studio
di Bradfield su bambini affetti da malnutrizione proteica cronica
è riportato che solo l' 1% dei capelli era in anagen, il
colore nettamente alterato, il diametro ridotto a quasi 1/3, la
velocità di crescita ridotta ad 1/10 di centimetro al mese,
l'aspetto generale quello di una sottile lanugine.
Vi sono pertanto dati sufficienti per ammettere una correlazione
fra stato di nutrizione proteica e capelli. In particolare sono
sicuramente necessari al trofismo dei capelli la cistina, la cisteina,
la istidina, la glicina, la tirosina.
Cure ormonali per via generale
Solo in casi particolari, di stretta pertinenza specialistica,
saranno prescritte cure ormonali per via generale per la caduta
dei capelli; in genere il cardine della cura di un defluvio sarà
la terapia locale.
Dobbiamo far rilevare come alcune terapie ormonali di uso corrente
possono talvolta aggravare una caduta di capelli, fra queste l'uso
di antifecondativi orali contenenti progestinici 19 nor derivati
e l'uso di anabolizzanti.
Il minoxidil, l'ormai famoso farmaco
anticalvizie, sembra aver mantenuto solo in parte le promesse
iniziali. Questo farmaco usato così com'è nelle
preparazioni industriali al 2% risulta utile solo in una percentuale
di pazienti tragicamente bassa, circa il 5-10% . Solo lo specialista
dermatologo potrà valutare, caso per caso, se è
utile prescriverlo. In effetti, spesso, una fine peluria comincia
a crescere sul cranio spelacchiato degli aspiranti capelloni,
ma purtroppo, gli ormoni maschili che stanno provocando la calvizie
la fanno presto ricadere. Il minoxidil sembra favorire l'utilizzo
del glucosio a livello della matrice e della papilla nel bulbo
del capello e pertanto aumenta la disponibilità di energia
per le sintesi proteiche necessarie all'anagen, cioè alla
crescita del capello. Ma, come sappiamo, la calvizie è
"androgenetica", cioè dipende dagli ormoni maschili,
e se la spinta ormonale non viene in qualche modo attenuata, stimolare
la crescita del capello aumentando solo la sua disponibilità
di energia non potrà dare che risultati parziali e deludenti.
Risultati migliori si otterranno certamente abbinando al minoxidil
un antiandrogeno locale, come il progesterone o un suo derivato
.
Non crediamo che sarà presto possibile far ricrescere i
capelli in testa ad un calvo, ma certamente, per chi ancora calvo
non è, si aprono nuove prospettive di prevenzione e cura
!
Shampoo
Le ghiandole sebacee annesse ai capelli versano il sebo di loro
produzione nel canale follicolare.
Il sebo è indispensabile per conferire ai capelli caratteristiche
di impermeabilità, elasticità, lucentezza, ma se
prodotto in eccesso può causare molti problemi noti col
nome di "SEBORREA".
Capelli grassi, lisci, pesanti, esteticamente sgradevoli; crescita
eccessiva di batteri e fermenti (pitirosporo) ; prurito, forfora,
odore di rancido.
Inoltre esperienze sul manto del coniglio e della cavia hanno
messo in evidenza l'effetto "depilatore" del sebo con
rallentamento o blocco delle mitosi della matrice del pelo.
Oggi inoltre il sebo è accusato di contenere alcuni fattori
responsabili della caduta dei capelli.
Secondo alcuni autori nel sebo si accumulerebbero metaboliti androgeni
attivi (ormoni maschili), prodotti da follicolo pilifero. Per
altri autori lo squalene stesso e taluni acidi grassi (oleico
e linoleico in particolare) autossidandosi acquistano capacità
citostatica-depilatoria.
Tutti gli studiosi moderni consigliano perciò ai seborroici
di non lasciare ingrassare i capelli, ma di lavarli spesso (contro
la tradizione dermatologica classica) per eliminare tali cause
o concause di calvizie.
Vogliamo sottolineare che uno shampoo, di norma, non sarà
mai "curativo". Quello che si può chiedere ad
uno shampoo è di correggere alcuni piccoli disturbi del
cuoio capelluto e di non danneggiare il capello, permettendo inoltre
lavaggi frequenti.
Questo può sembrare poco ma i prodotti reperibili sul nostro
mercato che rispondono a queste semplici caratteristiche non sono
certo molti.