
Il termine Alopecia Cicatriziale viene usato per indicare la
perdita definitiva dei follicoli piliferi e dei capelli, di solito
in chiazze, qualunque ne sia stata la causa determinante. L'elemento
più significativo che caratterizza una l'alopecia cicatriziale,
è l'irreversibilità del processo patologico per
la distruzione delle cellule staminali nella regione della protuberanza
del follicolo pilifero.
L'alopecia cicatriziale può essere definita come "forma
di alopecia permanente ab inizio, per distruzione dei follicoli
piliferi, con atrofia e sclerosi che coesistono sempre anche se
con predominanza diversa".
Compito del medico è porre una corretta diagnosi per evitare
al paziente cure inutili e per instaurare, quando possibile, una
terapia corretta che possa portare all'arresto dell'evoluzione
della malattia. Quando il processo patologico sarà arrestato
la terapia di queste forme diventerà chirurgica.
All'esame obiettivo la cute si presenta sottile, liscia e lucente
(per atrofia), con pochi singoli capelli che emergono dai follicoli
superstiti. Con un dermatoscopio è possibile osservare
la perdita degli osti follicolari.
Altro segno patognomonico è la possibile presenza di più
capelli che originano da un singolo ostio follicolare in una chiazza
cicatriziale (pili multigemini o ciuffi di peli). Questo fenomeno,
prodotto dalla fusione infiammatoria dei follicoli, non si osserva
mai nelle alopecie non cicatriziali.
Si distinguono due grandi gruppi di alopecie cicatriziali acquisite:
le forme primitive e le forme secondarie.
Alopecie cicatriziali acquisite primitive
Il bersaglio della noxa infiammatoria, nelle alopecie cicatriziali
acquisite primitive, è il follicolo stesso. Al pull test
si rileva la caduta di capelli in anagen. Si tratta quindi di
defluvi in anagen.
Le cause più comuni di alopecia cicatriziale acquisita
primitiva sono il lichen planus, il lupus eritematoso discoide,
la follicolite decalvante, la pseudopelade (pseudoarea) di Brocq.
Tutte le altre forme sono rare o raramente diagnosticate o nosologicamente
più incerte.
Il capitolo è uno dei più complessi e controversi
della Tricologia e della Dermatologia, come dimostra la mancanza
di una classificazione unanimemente accettata, l'uso di numerose
denominazioni per indicare una stessa patologia e l'impiego di
uno stesso nome per indicare differenti entità cliniche
(ad esempio alopecia cicatriziale centrale centrifuga). Talvolta
la diagnosi differenziale fra le diverse forme, sia su piano clinico
che istopatologico, è difficile se non impossibile.
Questa confusione riflette la mancanza di conoscenza precisa dei
fattori eziologici e dei meccanismi patogenetici alla base di
queste malattie.
Nella patogenesi delle alopecie cicatriziali acquisite primitive
ha particolare importanza la sede topografica dell'evento infiammatorio
perifollicolare che coinvolge, con evoluzione cicatriziale, aree
critiche come l'infundibolo con la cosiddetta zona del bulge,
dove sono concentrate le cellule staminali follicolari.
La classificazione è ovviamente complessa ed articolata
ma la caratteristica istologica dell'infiltrato cellulare perifollicolare
permette di distinguere due tipi fondamentali di alopecia cicatriziale
acquisita primitiva: le forme neutrofiliche e le forme linfocitarie,
ciascuna ulteriormente suddivisibile in numerose varietà.
Alopecie cicatriziali acquisite primitive linfocitarie:
Lichen planopilaris decalvante
Sindrome di Graham- Little
Alopecia frontale fibrotica
Alopecia cicatriziale in corso di Androgenetica
Lupus Eritematoso Discoide
Pseudoarea di Brocq
Alopecia parvimaculata
Alopecia cicatriziale centrale centrifuga
Sindrome degenerativa follicolare
Alopecie cicatriziali acquisite primitive neutrofiliche:
Follicolite decalvante
Tufted hair folliculitis
Acne cheloidea della nuca
Dermatosi pustolosa erosiva del cuoio capelluto
Cellulite dissecante
Riferimenti
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