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Come è ovvio, il limite principale dell'autotrapianto è costituito dall' ampiezza dell'area da rinfoltire e dalla disponibilità di capelli trapiantabili. Meno ovvio, soprattutto per i pazienti più giovani, è che la calvizie è un fenomeno dinamico, che con gli anni tende inevitabilmente a peggiorare. Il paziente ideale è colui che ha perso ma non perde più i capelli con calvizie stabilizzata e con almeno 35 anni di età.

Di fatto il chirurgo si trova spesso a dover operare pazienti
più giovani, anche molto più giovani, con calvizie
non ancora in progressione. É importante che il chirurgo
esponga con onestà i limiti del rinfoltimento ottenibile,
ed eviti di utilizzare tutti i capelli dell'area di donazione
per ricreare, ad esempio in un giovane, un'attaccatura ideale
ma troppo avanzata. Il risultato estetico di questa strategia
potrebbe essere catastrofico a distanza di anni con la progressione
della calvizie e la caduta dei capelli immediatamente posteriori
a quelli trapiantati (che invece, provenendo dalla nuca, non cadranno):
a quel punto, senza capelli utilizzabili nell'area di donazione,
resterebbe ben poco da fare per correggere l'errore del primo
trapianto.
La perdita dei capelli è un fenomeno continuo che ha una
fase di caduta molto rapida fra i 20 ed i 35 anni ma non si arresta
neanche in età avanzata.
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