Le anomalie del fusto sono spesso responsabili di alcune forme
di alopecia e una descrizione che ne faciliti il riconoscimento
appare pertanto assai opportuna.
Descriviamo di seguito le alterazioni più significative
dopo una classificazione necessariamente sempre incompleta

1) Tricorressi nodosa:
è causata da traumi, anche modesti, fisici e/o chimici
(phon, pettine caldo, spazzole, acconciature, permanenti, tinture,
shampoo ripetuti ecc), che provocano, in alcuni tratti del fusto,
prima una perdita della cuticola e successivamente una dissociazione
e una separazione delle cellule della corteccia con formazione
di rigonfiamenti tondeggianti fragili e facilmente soggetti a
frattura (che avviene con aspetto tipicamente "sfrangiato",
a pennello).


2) Tricoschìsi:
è una frattura trasversale netta del capello senza rigonfiamenti
causata in genere da carenze proteiche (cistina) e soprattutto
di zolfo (inferiore al 50% del normale). Se l'affezione è
familiare e si associa ad altre alterazioni (distrofìe
ungueali, ittiòsi, ritardo dello sviluppo psicofisico ecc)
si parla allora di tricotiodistrofìa.
I capelli e, più raramente, gli altri peli del corpo, si
presentano appiattiti, secchi, irregolarmente conformati e ruvidi.


3) Tricorressi invaginata:
è un rigonfiamento del capello prodottosi in seguito ad
un difetto transitorio della cheratinizzazione del fusto che provoca
dapprima il distacco della cuticola del pelo dalla cuticola della
guaina epiteliale interna e successivamente la penetrazione, a
questo livello, della parte superiore, rigida, del fusto, in quella
sottostante, non ancora cheratinizzata, che si dilata elasticamente
per accoglierla.
Può raramente essere conseguenza di traumi fisico-chimici
oppure colpire, più frequentemente, la maggioranza dei
capelli ed essere associata ad altre anomalie (ittiosi, atopìa
ecc) nella Sindrome di Netherton ("capelli a bambù");
In quest'ultimo caso sono possibili nel tempo miglioramenti spontanei.


4) Fratture fusiformi:
si verificano nei "capelli affusolati" (vedi più
avanti) o, più raramente, negli "anagen distrofici"
dell'alopecia areata (nei quali avviene un temporaneo arresto
della crescita). La frattura avviene a livello dei restringimenti
e la porzione residua del capello si presenta con aspetto "a
punta di matita".


5) Tricoptilòsi:
è una fissurazione longitudinale del fusto, intermedia
o terminale (doppia punta), che si verifica per danni fisico-chimici
(anche ripetute pettinature) dopo una prima fase di perdita della
cuticola.

6) Tricoclasìa:
è una frattura trasversale del fusto che interessa midollo
e corteccia con risparmio della cuticola. Può o no essere
associata ad altre alterazioni e consegue in genere a traumi fisico-chimici
di modesta entità. Nelle fasi iniziali il capello non si
presenta particolarmente fragile ma può diventarlo se con
il passare del tempo la cuticola non si mantiene perfettamente
integra.

7) Moniletrix:
il fusto, privo di torsioni, presenta rigonfiamenti ellittici
di 0,7-1 mm di lunghezza spesso privi di cuticola, "nodi",
distanziati regolarmente fra loro da restringimenti affusolati
con scanalature longitudinali, in cui le cellule cuticolari sono
presenti, ma alterate, e il midollo assente, detti "internodi"
(Whiting).


E' a livello degli internodi che più frequentemente si verificano le fratture. Il follicolo, strutturalmente normale, presenta, a livello della zona cheratogenetica del pelo, delle zone allargate alternate a zone ristrette che determineranno la formazione rispettivamente dei nodi e degli internodi.


8) Pseudomoniletrix:
si presenta apparentemente simile al precedente ma i rigonfiamenti
del fusto, con cellule cuticolari conservate, sono in questo caso
di dimensioni variabili l'uno dall'altro, disposti a distanze
irregolari e con tratti intermedi privi di scanalature. Inoltre,
sempre a differenza del moniletrix, l'alterazione non è
ereditaria ma consegue a traumi fisico-chimici, non si evidenziano
istologicamente anomalie del follicolo e le fratture avvengono
quasi esclusivamente in corrispondenza dei nodi.

9) Pili torti:
come indica il termine il fusto non è rettilineo ma, a
intervalli regolari, presenta degli avvolgimenti su se stesso
(di solito da 3 a 5 in totale). In questi tratti la sezione da
circolare diventa ellittica ed è presente notevole fragilità
( i capelli si spezzano generalmente quando superano la lunghezza
di 5 cm). L'anomalia è rara ed ereditaria; scarse sono
le segnalazioni di pili torti acquisiti (da traumi ripetuti).
Istologicamente i follicoli presentano alcune curvature anomale.
La diagnosi è facile con il microscopio ma già ad
occhio nudo, osservando i capelli a luce incidente, si nota che
questa viene rifratta in modo irregolare. L'associazione dei pili
torti con la tricorressi nodosa viene definita "sindrome
di Menkes".


10) Capelli affusolati:
si presentano con restringimenti affusolati lungo il fusto che
possono derivare da rallentamento temporaneo dell'attività
delle cellule della matrice (in modo analogo ai solchi trasversi
delle unghie): farmaci citostatici ed antimitotici, gravi malattie
infettive febbrili, ulcera peptica, alopecia areata, traumi ripetuti
(tricotillomania) ecc.

11) Scanalature longitudinali:
possono essere reperite saltuariamente in soggetti con capelli
altrimenti normali o, più frequentemente, in portatori
di altre anomalie (tricotiodistrofia, moniletrix, pili torti ecc).
Non rivestono significato patologico e sembra siano determinate
da difetti zonali (talora temporanei) di attività delle
cellule della matrice. A livello della scanalatura la cuticola
è normalmente rappresentata mentre lo spessore della corteccia
è ridotto.

12) Pili annulati:
in questi capelli il fusto, fornito di cuticola regolarmente strutturata
o talvolta con lievi scanalature, si presenta con bande alternate
chiare e scure. Il difetto, quasi sempre ereditario, risiederebbe
nelle cellule della matrice che, per irregolare attività,
darebbero origine, ad intervalli regolari, a cellule corticali
non giustapposte (cioè disposte in modo ordinato una accanto
all'altra) ma disposte irregolarmente e frammiste a spazi liberi
contenenti aria. La robustezza del capello e il ritmo di crescita
non sono modificati.
Queste aree risultano chiare se osservate a luce incidente e diventano
invece scure se la sorgente di luce è posta dietro al capello
(microscopio, ripiano illuminato) conferendogli un caratteristico
aspetto "zebrato". L'effetto ottico complessivo, esteticamente
molto gradevole, è quello di una capigliatura "luccicante".



13) Pseudopìli annulati:
a differenza del caso precedente non ci sono difetti corticali
ma una parziale torsione dei fusti (di sezione non perfettamente
circolare) che, ripetendosi ad intervalli più o meno regolari,
non consente una riflessione omogenea della luce facendo comparire
apparenti bande chiare e scure in successione. L'effetto si riduce
notevolmente o scompare se il capello viene osservato su un piano
illuminato.
14) Tricomalacìa:
è un reperto quasi esclusivo della tricotillomania: le
trazioni ripetute su capelli in fase anagen provocano fratture
nella continuità della matrice e distacco della guaina
epiteliale esterna da quella connettivale con successive emorragie
intra ed extrafollicolari. Il bulbo e la radice si presentano
conseguentemente deformati e contorti.

15) Pili bifurcati:
il fusto per un certo tratto è suddiviso in due parti,
ognuna delle quali rivestita da una propria cuticola (diagnosi
differenziale con la tricoptilòsi nella quale la cuticola
è assente), che poi si ricongiungono. In accordo con la
maggior parte degli Autori riteniamo di dover far rientrare questa
anomalia in una delle molteplici varietà di pili multigemini:
oltre alla matrice primaria ne esisterebbe una secondaria, adiacente,
che funzionerebbe ad ogni ciclo solo per un breve periodo raddoppiando
temporaneamente il fusto principale.

16) Pili multigemini:
è un'anomalia piuttosto rara di sviluppo del follicolo
pilifero nella quale numerose matrici e papille fornite di guaine
epiteliali interne proprie ( la guaina epiteliale esterna rimane
invece unica) producono peli a sezione non rotonda ma irregolare
(probabilmente a causa di compressioni meccaniche non omogenee
fra le varie guaine) che escono da un solo ostio follicolare.
A differenza della tricostàsi spinulosa tutti i peli sono
di solito contemporaneamente in anagen. I pili multigemini sono
generalmente da 2 a 5 e in nessun caso superiori a 8-10.
17) Tricostàsi spinulosa:
anche in questo caso un ciuffo di peli esce da un solo ostio follicolare.
A differenza però dei pili multigemini la papilla con relativa
matrice è unica e spesso si tratta non di peli formatisi
contemporaneamente ma trattenuti via via all'interno del follicolo.
Caratteristicamente in questo caso uno solo sarà in anagen
e tutti gli altri in telogen. Pili multigemini e tricostàsi
spinulosa sono comunque reperibili quasi esclusivamente a livello
del volto e dell'area della barba.

18) Triconodòsi:
il fusto si presenta in un punto annodato su se stesso e, a questo
livello, la cuticola è, per il continuo sfregamento, alterata
o assente. La patogenesi è traumatica (legature strette
dei capelli) e il fenomeno si verifica più frequentemente
nei soggetti con capelli ricci.


19) Capelli impettinabili:
lo stelo, provvisto di cuticola, si presenta in sezione trasversa
di forma triangolare con scanalature longitudinali lungo i tre
lati (capelli canaliculi). L'alterazione è di solito ereditaria
ed i capelli, di colore giallo-grigiastro, non possono essere
in alcun modo pettinati. E' probabile che la causa primaria sia
da ricercarsi in una irregolare cheratinizzazione della guaina
epiteliale interna che diventa in qualche punto precocemente troppo
rigida deformando il capello in crescita e facendogli assumere
la caratteristica forma. Ciglia e sopracciglia sono normali.



20) Capelli lanosi:
i fusti, a sezione ovoidale e di spessore solitamente ridotto,
non sono rettilinei ma presentano curvature o torsioni assiali
modeste o totali (pili torti) con il risultato finale di un notevole
arricciamento. La crescita totale è di pochi centimetri
a causa della riduzione della fase ànagen. Non sono pettinabili
ma nell'età adulta possono spontaneamente diventare meno
arricciati e fragili.



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