
Promettente appare anche l'uso topico (e forse anche orale)
della beta sitosterina, steroide, estraibile dalla serenoa repens
(sabal serrulata, palmetta della Florida, saw palmetto) e dal
pigeum africanum, che appare avere le caratteristiche di progestinico
17 sostituito ed insieme di debole estrogeno.
La beta sitosterina risulta in grado di impegnare contemporaneamente
la 5 alfa reduttasi ed i recettori citosolici del diidrotestosterone
e dell'androstandiolo. Si lega inoltre ai recettori di membrana
cellulare degli estrogeni attivandoli.
Va precisato che, a livello prostatico, quando un debole estrogeno
come la beta sitosterina si lega ai recettori estrogenici con
affinità maggiore degli estrogeni naturali, impegnandoli,
si comporta di fatto come un antiestrogeno.
Diversa è la situazione a livello del follicolo pilifero
dove la blanda stimolazione estrogenica può, per attivazione
della adenilciclasi di membrana, stimolare le mitosi della matrice,
contribuire al mantenimento dell'anagen ed alla ottimizzazione
della fase catagen.

BIBLIOGRAFIA
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