
Introduzione
Da molto tempo si sospetta che lo stress sia una possibile causa
di caduta di capelli sebbene non sia mai esistita una chiara evidenza
sperimentale. La storia scientifica dell'ipotesi che oggi chiamiamo
somatizzazione dell'ansia e delle emozioni del cuoio capelluto
comincia nell'800 con Plumbe (1863) "Alopecia post-emozionale",
con Duhring (1883) che prospetta che la "trofoneurosi"
possa essere determinata da emozioni violente. Tralasciando moltissime
altre citazioni, ricorderemo O'Donovan a Londra nel 1927 (nel
suo libro: Dermatological Neuroses) parlare di alopecia come "espressione
somatica di una nevrosi", e poi Galewsky nell'Handbuch berlinese
del 1932, che parla di "alopecia neurotica", Hingston
(nel Journal of Mental Science) nel 1939, di "reazione psicosomatica",
di "personalità ansiosa" e di "cause psicogenetiche"
scatenanti in pressoché tutti i casi di alopecia da lui
esaminati(1). Tutti gli esseri viventi sono costantemente sottoposti
ad una varietà di stimoli o stress esogeni (ambientale,
psicologico, sociale) o endogeni, che inducono una risposta generale
o locale che protegge e adatta l'organismo agli stress. Questa
risposta biologica dell'organismo allo stress include classicamente
l'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-corticale del surrene
(HPA), che prevede il rilascio di CRH il quale attiva l'ipofisi
al quale segue il rilascio dei peptici proopiomelanocortina-derivati
e dell'ormone corticotropo (ACTH). La risposta sistemica allo
stress include anche la modulazione del sistema nervoso autonomo
e del sistema immunitario(2).
Figura 1 - Lo stress, nel topo, induce la secrezione della sostanza P da parte delle fibre nervose nella risposta allo stress attraverso un aumento del Nerve Growth Factor. Tramite il loro recettore della sostanza P, i macrofagi, le cellule T gamma e delta ed anche i mastociti producono citochine infiammatorie che inducono l'apoptosi ed inibiscono la proliferazione dei cheratinociti nel follicolo pilifero (The FASEB Journal. 2001;15:2536-2538).

Dati sperimentali ottenuti nell'ultima decade indicano una
via alternativa nella risposta allo stress rispetto a questa classica,
ora menzionata. Un'ampia catena di neuropeptidi, neurotrasmettitori,
e ormoni che media e modula il sistema di risposta agli stimoli
con un'azione diretta a livello periferico [es., Nerve Growth
Factor (NGF), Ormone Stimolante la Corticotropina (CRH), Sostanza
P (SP), ACTH, prolattina (PRL), catecolamine](3). Questi dati
indicano, inoltre, che la maggioranza dei componenti molecolari
che mediano lo stress ambientale (CRH e peptidi derivati dalla
pro-opiomelanocortina) come neurotrasmettitori e citochine sono
presenti anche nella pelle. In maniera più specifica, ad
esempio, è stato dimostrato che nei cheratinociti, nei
fibroblasti, nei sebociti , nei mastociti e nelle cellule immunitarie
sono presenti recettori CRH-R1(5).
Numerose indicazioni ci suggeriscono che risposte sistemiche e
locali allo stress possono avere un ruolo nell'insorgenza o nell'esacerbazione
di varie malattie cutanee: lo stress psicologico è ora
considerato come un importante fattore eziologico nell'insorgenza
della psoriasi, della dermatite atopica, nella prurigo e nell'orticaria.
Da Arck, Handjiski, Peters, Hagen, Fischer, Klapp e Paus è
stato dimostrato che lo stress psicofisico (in questo caso sonico)
attiva una catena di eventi molecolari che passa per il NGF e
la sostanza P, i quali sono considerati come i mediatori chiave
degli effetti inibitori sulla crescita dei capelli indotta dallo
stress. Questi effetti includono infiammazione neurogenica perifollicolare,
apoptosi dei cheratinociti del follicolo pilifero ed induzione
del catagen. E' interessante che, molti di questi effetti nel
topo sottoposto a stress, vengano inibiti dal trattamento con
antagonisti dei recettori della sostanza P e dei recettori NK-1
oppure da anticorpi anti-NGF, come anche sorprendentemente dal
minoxidil (4) .
Figura 2 - ll caratteristico diradamento presente nell'uomo interessato da Alopecia Psicogena.

Attualmente un crescente numero di evidenze indicano che questi
stessi fattori possono sicuramente alterare sia la crescita dei
peli nel topo che probabilmente anche quella dei capelli nell'uomo
(2). Quello che si sta delineando è che esista un analogo
meccanismo anche sui follicoli piliferi, che si sviluppa con un
meccanismo indipendente dai modelli eziopatogenetici finora conosciuti.
Fino ad oggi si è sempre considerata l'influenza dello
stress nell'ambito clinico dell'Alopecia areata (AA), del Telogen
effluvio (TE) oppure dell'alopecia androgenetica (AG). Quello
che la nostra osservazione clinica, invece, ci suggerisce è
l'evidenza di un quadro diagnostico diverso da tutti i precedenti,
che possiede caratteristiche proprie (definite in tabella 1) e
che possiamo indicare come Alopecia Psicogena (AP).
Tabella 1 - Caratteristiche cliniche della Alopecia Psicogena (AP).
| Iperseborrea che periodicamente si complica in dermatite seborroica. | Azione diretta del CRH sui sebociti (5) . |
| Tricodinia riferita più spesso al vertice. | Indotta dalla infiammazione neurogenica perifollicolare (8). |
| Infiammazione perifollicolare visibile in videomicroscopia. | Indotta dalla infiammazione neurogenica perifollicolare (8). |
| Diradamento caratteristico (un diradamento meno marcato diffuso a tutto il cuoio capelluto ed uno più evidente dell'area centrale dove si estende dall'attaccatura frontale al vertice con le stesse modalità di densità pilare e qualità dei fusti). La linea dell'attaccatura frontale non subisce innalzamento. | Nostri dati ricavati dall'esame obiettivo. |
| Conseguenze di una condizione di stress acuto o cronico (ansia, depressione etc), che possono inserirsi in un quadro preesistente (disturbi di personalità, tratti psicotici etc) | Nostri dati ricavati da test cognitivi e di personalità: Rorschach, Disegno della Figura umana, MMPI e Bender Visual Motor Gestalt Test. |
| Frequente è l'associazione con malattie psicosomatiche e autoimmunitarie. | Nostri dati ricavati dall'anamnesi. |
| Diverse volte il quadro è accompagnato da iperidrosi. | Nostri dati ricavati dall'anamnesi. |
Diagnosi di Alopecia Psicogena
Bisogna ipotizzare una condizione di Alopecia Psicogena ogni qualvolta
siamo davanti a soggetti senza una familiarità per alopecia
androgenetica, che manifestano un modesto diradamento diffuso
in tutto il cuoio capelluto e con un diradamento più visibile
nell'area centrale, che dalla linea dell'attaccatura frontale
(che rimane piuttosto bassa sulla fronte) si estende uniformemente
quasi fino al vertice. Generalmente il quadro è accompagnato
da iperseborrea che stagionalmente, il paziente stesso lo riferisce,
può complicarsi in dermatite seborroica. Relativamente
frequente è anche la tricodinia, ovvero, la dolorabilità
della radice del capello che si ottiene piegando i capelli in
una determinata posizione; questo sintomo spesso accompagna il
telogen effluvio e a volte l'alopecia androgenetica. Può
essere presente anche in caso di depressione, disturbi ossessivi
di personalità ed ansia(6). All'esame strumentale, utilizzando
il videomicroscopio, si rileva facilmente un piccolo alone eritematoso
che circonda l'emergenza dei capelli, tale reperto è dovuto
ad una condizione di microinfiammazione perifollicolare sostenuta
da mediatori chimici liberati in sede dai mastociti, macrofagi
e alcune classi di linfociti T (vedi figura 3) (3).
I pazienti nei quali è stata ipotizzata una condizione
di Alopecia Psicogena sono stati sottoposti a test cognitivi e
di personalità: Rorschach, Disegno della Figura umana,
MMPI I, Bender Visual Motor Gestalt Test. Tale valutazione testologica
è volta a valutare oltre alla struttura di personalità
anche le eventuali conseguenze di una condizione di stress acuto
o cronico (ansia, depressione , etc). Dai primi risultati possiamo
sintetizzare che: è verosimile che alla base di tale condizione
si trovi uno stato depressivo, di cui il soggetto è solo
parzialmente consapevole, e che pertanto utilizza la via somatica
come canale preferenziale di espressione.
Figura 3 - L'infiammazione perifollicola neurogenica è dovuta alla liberazione di citochine infiammatorie da parte dei mastociti e dei macrofagi.

Tabella 2 - Modulatori biochimici dello stress.
| Nerve Growth Factor (NGF) | Neurotrofina sintetizzata nella corteccia e nell'ippocampo di molti mammiferi. Altri studi pubblicati recentemente hanno messo in evidenza che il NGF aumenta nei processi infiammatori in patologie di natura autoimmunitaria. Lo stress di natura emotiva e/o fisico-emotiva provoca un aumentato rilascio in circolo di NGF. Sono stati identificati due recettori per il NGF, uno a bassa affinità, p75, e una chinasi tirosinica, indicata come il recettore ad alta affinità TrkA. |
| Sostanza P (SP) | Questa è un peptide composto di undici amminoacidi scoperto oltre cinquant'anni fa, ma la cui funzione di neuromediatore è stata stabilita molto più tardi. Le terminazioni delle fibre dolorifiche contengono notevoli quantità di peptide P che, al sopravvenire di uno stimolo, viene rilasciato nello spazio intersinaptico e si fissa probabilmente a recettori sulla fibra efferente. I mastociti possono essere attivati non solo dall'interazione allergene-IgE, ma anche da fattori non strettamente immunologici fra cui sostanza P, leucotrieni, PAF. Il complesso dei fattori chemiotattici e delle citochine si raggruppa sotto la denominazione di induttori della flogosi cronica. La sostanza P esplica la propria azione attraverso l'interazione dei recettori NK-1, NK-2 ed NK-3. |
| Citochine | Le Citochine sono una classe eterogenea di proteine secretorie prodotte da vari tipi di cellule, ed hanno la funzione di condizionare il comportamento di altre cellule-specifiche verso cui sono indirizzate. Si comportano quindi da "mediatori" tra le diverse cellule, ed agiscono da segnali inter-cellulari. Sotto il nome collettivo di citochine raggruppiamo molecole che si pensava fossero prodotte esclusivamente da linfociti (Linfochine) o da monociti (Monochine). Le cosiddette "Citochine Infiammatorie" sono prodotte principalmente da Fagociti Mononucleati per potenziare o inibire le reazioni infiammatorie. Esse sono: TNF- , IL-1 e , IL-6, IL-12, IL-15, chemochine, IFN- , IFN- |
| TNF | Il TNF, come altri mediatori dell'immunità innata, può essere visto sotto un duplice aspetto per l'organismo, in quanto innescano un circolo chiuso in cui partendo dal danno del tessuto come stimolo per produrre citochine, queste generano una risposta infiammatoria, che "aggrava" ulteriormente il danno, e il ciclo ricomincia. |
| CRH | Si tratta dell'ormone stimolante la corticotropina, solo recentemente sono stati trovari recettori (CRH-R1) a questa sostanza nella cute ed in particolare nei sebociti umani dove tale ormone promuove la lipogenesi. |
Referenze bibliografiche:
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(3) PC Arck, B Handjiski, E Hagen, R Joachim, B F Klapp, R Paus
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- The FASEB Journal. 2001;15:2536-2538.
(4) EMJ Peters, PC Arck , R Paus - Hair growth inhibition by
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