
Lo spironolattone è un composto steroideo sintetico
analogo strutturale dell'aldosterone e del progesterone. E' il
più noto dei "progestinici lattonici", così
detti per la presenza di un anello lattonico in C17. I progestinici
lattonici sono anche caratterizzati da un gruppo chetonico in
C3 ed un doppio legame tra C4 e C5. Tipico dello spironolattone
è un gruppo tiacetico in posizione 7 alfa.
Lo spironolattone compete con l'aldosterone a livello dei siti
recettoriali citoplasmatici dove forma complessi inattivi. Per
la sua attività antialdosteronica lo spironolattone è
da tempo utilizzato come diuretico ed antiipertensivo, effetti
che di fatto sono evidenti solo se esiste una espansione di volume
plasmatico e/o una ipertensione da iperaldosteronismo.
L'uso clinico di questo farmaco ha inoltre evidenziato una attività
antiandrogena e femminilizzante, simile a quella del ciproterone,
che successivamente si è dimostrato esplicarsi a livello
periferico con un meccanismo competitivo (analogo a quello del
ciproterone acetato) sul recettore citosolico del diidrotestosterone
e dell'androstandiolo.
Lo spironolattone è quindi un potente antiandrogeno recettoriale.
La somministrazione orale di spironolattone può ridurre
la testosteronemia anche del 50%, dimostrando così anche
una azione antiandrogena centrale il cui meccanismo non è
affatto chiaro. Come conseguenza numerosi sono gli effetti collaterali
sulla sfera sessuale, quali un calo della libido, impotenza, riduzione
della motilità degli spermatozoi, amenorrea, tensione al
seno, cloasma. Una ginecomastia dolorosa nell'uomo si riscontra
nel 60% dei casi trattati da oltre 6 mesi. Nella donna si può
evitare la comparsa della maggior parte degli effetti indesiderati
somministrandolo dal 16° al 25° giorno del ciclo a dose
variabile fra i 25 ed i 200 mg pro die, meglio se abbinato ad
un estroprogestico, poiché l'attività antiandrogena
del farmaco potrebbe provocare la femminilizzazione di un feto
maschio. L'effetto terapeutico nel defluvio androgenetico si evidenzia
dopo 3-4 mesi.
Nei casi di iperandogenismo vero la letteratura riferisce che
i livelli di androgeni si riducono solo se superiori alla norma,
e tendono alla normalità, pur non arrivando generalmente
ai perfetti limiti fisiologici.
Tra gli effetti collaterali della terapia con spironolattone potremmo
aspettarci la poliuria, la polidipsia, l'ipotensione. Questi invece
si verificano solo molto raramente e la poliuria, quando compare,
è limitata ai primi giorni di cura.
Considerata la sua attività a livello dei recettori citosolico
del diidrotestosterone e dell'androstandiolo lo spironolattone
può essere usato anche topicamente a concentrazioni variabili
dallo 0,3 al 5%. I risultati oggettivi sull'acne (crema all'1-5%)
sono buoni o ottimi in oltre il 90% dei casi; decisamente buoni
sono anche gli effetti dello spironolattone sulla seborrea del
cuoio capelluto (soluzione idro-alcolica allo 0,3-1%); interessante
l'utilità nel trattamento del defluvio androgenetico.
Nel defluvio in telogen lo spironolattone (1%) è stato
usato anche associato al progesterone (2%) in alcol etilico 80%
per evitare un possibile accumulo di diidrotestosterone dovuto
al blocco del suo metabolismo (Marliani A). Infatti il diidrotestosterone,
se non metabolizzato rapidamente ad androstandiolo, potrebbe favorire
l'inibizione della adenilciclasi e quindi una riduzione dei processi
metabolici della matrice e della papilla del follicolo del capello
(Adachi K.). L'associazione con progesterone dovrebbe poter evitare
l'eccessiva formazione di diidrotestosterone ed inoltre realizzare
un blocco sequenziale sul metabolismo del testosterone e di fatto
ha dato risultati migliori di quelli ottenuti con solo progesterone
ma inferiori a quelli del solo ciproterone acetato.
L'uso topico dello spironolattone non ha mai portato nella mia
esperienza ad effetti collaterali riferibili ad azione ormonale,
si è però osservato un effetto aggressivo valutabile
nell'l,5% dei casi per la crema e nello 0,5% dei casi per la soluzione.
Questo effetto aggressivo si è manifestato nella maggior
parte dei casi con una lieve irritazione che non ha richiesto
sospensione della cura ed è regredito poi spontaneamente
o con dermatiti ortoergiche più vistose e non tollerate
dal paziente che ha dovuto interrompere la terapia ed infine,
raramente, si è osservato un eczema, con le caratteristiche
dell'eczema allergico da contatto e con patch test positivo.
Un altro "effetto collaterale" dello spironolattone
per uso topico è il cattivo odore di "solfuro"
che lo caratterizza. Questo è dovuto all'idrolisi del gruppo
tioacetico, debolmente legato allo steroide in posizione 7 alfa,
che si realizza con l'umidità ambientale. Quando lo spironolattone
viene "preparato" in crema (acqua/olio) o in soluzione
(etanolo/acqua), lentamente si libera acido tiacetico il cui odore,
sgradevole, è mal tollerato da alcuni pazienti. Nelle soluzioni
idroalcoliche l'odore dell'acido tioacetico può essere
mascherato dal mentolo (0,5%). Lo spironolattone potrebbe inoltre
essere sostituito con canrenoato di potassio che, privo del gruppo
tiazoico, non presenta il problema dell'odore ma questa molecola
è di più difficile reperibilità e certamente
più costosa.



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