La microscopia in luce polarizzata, tecnica tradizionale della
mineralogia, è diventata ormai di indiscussa utilità
diagnostica anche in tricologia.
La cheratina, proteina sequenziale e ripetitiva, ha la proprietà
dei cristalli di provocare ritardi d'onda nel fascio di luce bianca
polarizzata che la attraversa ed il capello appare al microscopio
come tridimensionale, luminoso e colorato su uno sfondo nero.
Si hanno ritardi d'onda (cioè colori di polarizzazione)
dovuti al pigmento contenuto nella cheratina, ritardi dovuti allo
spessore della cheratina ed altri dovuti al suo orientamento cristallografico.
I colori derivano quindi dalla reciproca interferenza fra raggi
di luce che impiegano tempi diversi (ritardi d'onda) per passare
attraverso il capello, mostrando così bande di aggregazione
diverse della cheratina.
Queste interferenze, cioè ritardi e colori, permettono
di apprezzare la struttura interna di un capello e forniscono
dati sicuri per valutazioni altrimenti solo ipotizzabili.
Il ritardo d'onda è riconoscibile in base alla scala dei
colori di Newton:

Distinguiamo subito:
1) l'osservazione di uno stelo a livello del fusto,
a) bianco naturale,
b) colorato naturale,
c) colorato artificialmente,
2) l'osservazione di uno stelo all'altezza presupposta dello sbocco del follicolo sulla cute
1) osservazione di uno stelo a livello del fusto.
a) L'osservazione di uno stelo di capello bianco naturale non
comporta problematiche particolari grazie alla interpretazione
delle bande fatta sulla base della scala dei colori di Newton:
un capello intatto normale e bianco naturale (non colorato) si
presenterà giallo alla cuticola (50 micron), poi rosso
(70 micron) alla corteccia, poi blu vicino al midollo (90 micron),
poi verde (120 micron) nella sua zona più spessa. Va detto
che fra difficilmente un capello raggiunge i 120 micron di diametro,
forse solo nella razza mongola. Lo spessore di un capello europeo
è di circa 50 - 80 micron.

un capello bianco che ha subito una danno leggero nella struttura cristallina, ad esempio da eccessivi lavaggi alcalini, si presenterà più "vuoto", giallo e rosso (perdendo i colori di polarizzazione verde e blu), un capello bianco che ha subito un danno più forte si presenterà con colore dominante giallo,

un capello artificialmente bianco, cioè decolorato, che ha completamente perso la struttura cristallina, non presenterà più colori di polarizzazione e si mostrerà al microscopio come bianco - diafano.

b) L'osservazione di un capello colorato, di colore naturale (nero, castano, rosso, biondo), evenienza assai più frequente nella pratica clinica, mostrerà invece tutti i colori di polarizzazione fino al verde perché, in questo caso, la cheratina contiene i pigmenti naturali, le melanine, che faranno variare, rallentandola, la velocità dell'onda di luce polarizzata, e non sarà possibile alcuna valutazione senza che il microscopio sia corredato di un oculare micrometrico, così da conoscere il reale diametro del capello in esame.

Il "colore di compensazione" sarà determinato dalla frequenze dei colori visibili durante la rotazione del vetrino e ogni colore comporterà l'appartenenza della cheratina ad uno specifico ordine strutturale e molecolare.

Come già detto, solo conoscendo con il micrometro il vero spessore del capello in esame, la relazione:
permetterà di abbinare ad ogni colore la qualità, della cheratinica in esame.
c) L'osservazione di un capello colorato artificialmente, presenta solo in parte le problematiche interpretative di un capello di colore naturale e questo lascia vedere i granuli del pigmento artificiale, non melanico, fra le squame della cuticola e nella parte più superficiale della corteccia.
2) Osservazione di uno stelo all'altezza presupposta dello sbocco del follicolo sulla cute.
All'altezza presupposta dello sbocco del follicolo sulla cute
si potrà valutare la presenza di "tappi dell'ostio".
I tappi dell'ostio potranno essere di due tipi:
a) tappo corneo: si presenta come un cono che avvolge il capello
con scaglie raggrumate irregolarmente, con sebo molto duro che
trattiene le squame cornee, è tipico di situazioni patologiche
che comportano ipercheratosi come la cheratosi pilare, la psoriasi,
il lichen etc.

b) tappo sebaceo: si presenta, sempre all'altezza presupposta dell'ostio follicolare ed appena al di sopra delle guaine, molle senza tracce di scaglie cornee, abbastanza consistente, è tipico della seborrea, della dermatite seborroica e del defluvio androgenetico.

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