Quest'anno sono andata in vacanza in Francia con due mie amiche. Mentre giravamo per Parigi abbiamo visto un megasalone in uno dei boulevard, su due piani, tutti con vetrate e niente tende, tant'è che si vedeva cosa succedeva dentro. Ho notato che c'erano i parrucchieri che tagliavano i capelli delle clienti asciutti e non bagnati come fanno giù da noi. La cosa mi ha incuriosito e vedevo che c'era un certo movimento, moltissime ragazze, un va e vieni impressionante, una vera fabbrica.
La cosa alle mie amiche non fregava un granché senonché io che avevo già in mente di tagliarmi i capelli corti dopo sei, dico sei anni di crescita e ormai un testone incolto che mi arrivava ai fianchi, cominciavo a farmi venire idee strane. Guardo i prezzi e sono alla portata delle mie tasche. Ne parlo con le due compagne di viaggio e decido di provare questa avventura, a costo di rischiare di litigare con il mio ragazzo che adora il mio cespuglio ramato. In realtà ero un po' titubante quando mi sono trovata a varcare la soglia del salone ed infine sono state proprio le mie amiche a spingermi ad osare. Rimaniamo d'accordo che mi aspettano in un caffè lì vicino ed io entro. Un emozione (e una paura). Il ragazzo che mi accoglie parla prima velocemente e quando io gli faccio capire che sono italiana con un francese molto essenziale si adegua. L'unica cosa chiara che riesco a sussurrare è "coupé les cheveux". Lui ovviamente capisce e mi invita a seguirlo. Vedo meglio, ora i suoi colleghi al lavoro. Tagliano come forsennati. Per terra montagne di capelli di tutti i colori. Un'altro ragazzo fatica con un aspiratore a raccoglierli. Mi fanno accomodare al lavaggio e la cosa un po' mi stupisce, del resto mi sono fatta la doccia appena un ora fa. Poi capisco: una volta lavata mi vengono asciugati col phon e messi in piega approssimativa. Mi guardo allo specchio e mi vergogno: ho una testa di capelli impressionante, foltissimi e lunghissimi. Sono belli forse ma non ne posso più. Mi fanno vedere una specie di catalogo con foto di ragazze con mille acconciature. Dovrei scegliere.
Scelgo. E' un corto pazzesco, senza linea. Una specie di cosa spettinatissima. La modella è bionda ma mi pare che sia una cosa fichissima. Indico al ragazzo la mia foto preferita e gli rivolgo uno sguardo interrogativo. Lui mi pare che approvi.
Sono pronta, aspetto il momento. Cofabulano tra di loro, i ragazzi, e vedo attraverso lo specchio che tutti lavorano, tagliano, rapano!
E' il mio momento, una paura pazzesca. Penso al mio ragazzo ed alle mie amiche, chissà cosa penseranno.
Sono quasi soprappensiero quando mi accorgo che un ragazzo diverso da quello con cui ho avuto a che fare finora mi solleva i capelli con le mani, quasi a valutarne la consistenza. No, non è per questo. Ha le forbici. Taglia. Solleva con le mani e taglia.
Mai vista una cosa simile. I miei (ex) capelli cascano morti sulla mantella. Sto tremando. Lui continua. Ora ha le forbici. Li solleva e taglia, taglia a ciuffoni, è un esaltato. Sento che i capelli mi scivolano sulle spalle, mi pare di ascoltare il tonfo quando cascano in terra, pura follia. Sento per la prima volta le sue mani sulla mia testa, Solleva a ciocchette e taglia ancora, insiste. Mi sto calmando, è un esperienza mai fatta, io abituata ai carré storti senza fantasia tagliati da parrucchiere grasse e pallide.
Mi abbassa la testa e scolpisce la nuca. Chissà cosa sta facendo. Vorrei vedere meglio. Mi risolleva mi inclina da un lato, poi l'altro. Rivedo le mie orecchie! Ci lavora sopra con le forbici.
Ora vedo qualcosa. E' una meraviglia. Mi piace, sono un'altra. Ero una strega, ora sono una donna. Incredibile, mai mi sarei considerata sexy, figuriamoci, ora ci penso. Secondo me piacerà anche al mio ragazzo. Mio padre! penso a lui: mi fulminerà, è un bacchettone.
Mi spazzola, taglia ora con forbici più piccole, rifinisce e finisce. Mi passa un grosso pennello sul viso e sul collo. Sento l'aria pesarmi sulla nuca, una sensazione dimenticata. Mi toglie la mantellina e mi sorride. Mi vedo bene. Sto troppo bene! Sono felicissima. Guardo in terra, attorno alla seggiola: a momenti svengo.