"Ciao Fulvia", "ciao Ada", rispose Fulvia
stupita di rivedersi davanti l'amica di almeno 10 anni fa, "come
stai?" Mentre la salutava subito il suo sguardo corse ai
capelli di Ada, che erano sempre stati il suo tormento: erano
sempre biondi e lunghi anche se non fino alla vita come allora,
scendendo all'incirca fino alle spalle. "Ada, vedo che continui
a piacerti con i capelli lunghi", disse Fulvia, passando
una mano tra i suoi capelli castani corti ma non cortissimi (arrivavano
a coprire le orecchie), "dobbiamo nuovamente organizzare
una serata con sorpresa come 10 anni fa!" "D'accordo",
disse ridendo Ada, "però questa volta organizzo tutto
io, non mi fido più di te. Facciamo sabato prossimo alle
2, così siamo in tempo a fare tutto". Le due amiche
si lasciarono subito dopo avere combinato per rivedersi. Fulvia
era raggiante: non le pareva vero di avere una nuova opportunità,
Ada ridacchiava, perché Fulvia non aveva notato una cosa
e non ne sapeva almeno altre 2. Così, avviandosi verso
casa, entrambe tornarono con la mente a 10 anni prima.
Fulvia era una ragazza graziosa, anche se si riteneva bella grazie
al nasino francese e gli occhiazzurri. In realtà la ridotta
statura e la timidezza non la facevano risaltare in mezzo agli
altri. Si vestiva prevalentemente con pantaloni e inorridiva all'idea
di indossare minigonne il cui orlo non fosse vicino al ginocchio.
Aveva sempre portato i capelli corti o al massimo di media lunghezza
solo perché nessuna compagna di classe li portavano lunghi,
e non osava certamente essere lei la prima a farlo . La scorsa
estate li aveva tagliati cortissimi e si piaceva molto, ma per
omologazione nel corso dell'anno li aveva lasciati ricrescere,
come tutte le sue amiche che sfoggiavano un carré. Poi,
in primavera, tutte le ragazze fecero crescere i capelli e li
raccolsero a coda di cavallo sopra alla nuca (cosa che piaceva
molto a Fulvia illudendola di essere più alta); nell'autunno
le sue amiche fermavano i capelli con un cerchietto nero, lasciandoli
allungare sempre di più e accorciando in proporzione le
minigonne. Fulvia aveva lasciati crescere i capelli fino alle
spalle, tenendoli rigorosamente legati, e non osava portarli sciolti.
Aveva conosciuto Dario, e conosceva la preferenza per i capelli
lunghi del parte del nuovo fidanzato; questo, nonché la
paura di essere diversa dalle altre, facevano si che respingesse
la saggia proposta del parrucchiere di tagliarli. Quell'autunno
arrivò da un'altra città una nuova compagna: Ada,
piccola come lei ma con mini molto corte, con capelli biondi lunghi
fino quasi alla vita. Ada, quella che tutti notavano. Divennero
amiche, o perlomeno si frequentavano assiduamente. Fulvia la canzonava,
ogni volta che l'amica otteneva un buon risultato, attribuendolo
al suo fascino biondo. Ada rispondeva che aveva ben altre carte,
e la sfidava a farsi bionda per vedere se otteneva gli stessi
risultati, Fulvia rilanciava dicendole di fare la controprova
dopo essersi tagliata i capelli corti, Ada replicava dicendo che
non c'erano problemi, ma Fulvia non si illudeva. Oltre a questo
si innervosiva ogni volta che Dario guardava estasiato i capelli
di Ada. Quanto le sarebbe piaciuto tagliarglieli!!! Finalmente
ebbe una idea, proprio mentre era dal parrucchiere, un ragazzo
giovane che si vantava di convincere chiunque a tagliarli. "Basta
avere pazienza", diceva, "non insistere troppo, lasciare
che la cliente si abitui a venire a farsi pettinare, prima o poi
capita quel giorno in cui ha avuto un litigio, ha voglia di un
cambiamento oppure è improvvisamente scoppiato il caldo.
A quel punto basta poco, zac, non si torna più indietro".
"Senti" disse Fulvia, per adesso non accorciarli per
niente, e fammi i colpi di sole, ti voglio mettere alla prova".
Per Dario i capelli biondi di Fulvia furono una gradita sorpresa,
"sono belli quasi come quelli di Ada", disse. Fulvia
mascherò il fastidio e rispose: "non temere, li faccio
crescere". Quando la rivide Ada le disse soltanto : "e
brava, vuoi proprio imitarmi, vero?" Il tempo passava e i
capelli crescevano, erano almeno a metà schiena, anche
se non sembravano così lunghi in quanto Fulvia li teneva
legati facendo partire la coda dalla cima della testa per scendere
ad arco sopra le spalle. Con i capelli lunghi e sciolti si sentiva
ridicola, anche da bionda. Era ormai estate e il piano di Fulvia
proseguiva. Sabato sera avevano combitato una serata in discoteca
e Fulvia disse ad Ada: "visto che dici che ti imito, andiamo
vestite e pettinate in modo identico!" " D'accordo",
disse Ada, "però il vestito da comprare lo scelgo
io, e voglio vedere se tu hai il coraggio di metterlo!" "L'avrò",
disse Fulvia, "però a farci sistemare i capelli andiamo
dal mio parrucchiere". "Ho capito", disse Ada,
"devi rinnovare il biondo!, ti si vede la ricrescita".
Fulvia rispose con un sorriso. Alle 3 il caldo era fortissimo
e sul viale l'afa insopportabile. "Perché non ci siamo
fatte portare in centro con l'auto?" "Non sei di questa
città, non hai idea del traffico in questo periodo dell'anno",
rispose Fulvia,mentre osservava l'amica cercare di allontanare
i capelli dalla schiena per il fastidio." Fulvia, per favore,
hai per caso un nastro? "Mi spiace Ada, sono uscita così
di fretta che non li ho nemmeno legati io e non ho nastri con
me". Arrivarono al negozio e comprarono due mini abiti identici;Ada
era stupita che Fulvia avesse accettato l'abito scelto da lei,
conoscendone la timidezza: Fulvia, in condizioni normali si sarebbe
nascosta piuttosto che mettere quel vestito, ma il piano procedeva
e per non pensare a come era vestita si concentrava per scegliere
accuratamente il percorso pedonale più lungo e più
al sole. Giunsero, accaldate e assetate al salone, dove guardacaso
era in corso l' annuale dimostrazione di tagli organizzata dal
parrucchiere di Fulvia. Le ragazze vennero fatte entrare, venne
servito loro da bere, e il cocktail ghiacciato ma alcolico dopo
pochi minuti aveva reso Ada euforica, con un leggero giramento
di testa. Il parrucchiere di Fulvia, sfidato dalla medesima a
riuscire a tagliare i capelli di una tenace lunghista come Ada,
la prese sottobraccio, la fece accomodare sulla sedia, le presentò
gli ospiti, le mostrò le foto dei suoi lavori e le parlò
a lungo. Il fastidio dovuto al caldo, la bevanda alcolica, la
ressa di persone intorno a lei, la parlantina del parrucchiere
le carpirono il sì, anche se non aveva idea di quello a
cui sarebbe andata incontro. Fulvia invece sul lato opposto della
sala, fuori dalla vista di Ada, aveva già iniziato il taglio:
Lunghe ciocche bionde cadevano sul pavimento, in testa rimaneva
solo lo scuro del castano mentre il biondo spariva rapidamente.
Il taglio era già cortissimo, ma con un brivido sentì
il ronzio del rasoio seguito dal solletico sulla nuca. Quando
si alzò era irriconoscibile: Dario appena giunto per prenderle
la guardò sconvolto, ma lo fu ancora di più quando
vide le forbici avvicinarsi ai lunghi capelli di Ada: dapprima
il parrucchiere afferrò le ciocche posteriori più
superficiali sulla nuca tagliandole a livello delle orecchie,
poi quelle sottostanti vennero recise al livello delle spalle,
lasciando lunghe solo pochi ciuffi. "Le fa un taglio scalato",
pensò Dario, "come usava qualche anno fa:, il trucco
dei parrucchieri per riuscire a tagliare i capelli facendoli sembrare
ancora lunghi, fermati!!!!". "Taglia tutto!" urlava
Fulvia nella mente! Il taglio proseguiva di lato lasciando praticamente
solo capelli mediamente corti. Ada si sentiva morire, ma aveva
accettato la sfida. Finito il taglio scattarono i fotografi gratificando
Ada. Bene, andiamo avanti, disse il parrucchiere, gelando Ada.
Questa volta furono tagliate le ciocche lasciate prima più
lunghe, ed il taglio risultò a carré corto, a livello
degli zigomi. Ada credeva finita la tortura, ma il parrucchiere
riprese a tagliare i capelli sulla nuca , e poi a rasarla nuca
con il rasoio. "Ecco un carré di nuova concezione".
Vennero eseguite altre foto. Dario era sconvolto, Fulvia gongolava
, i biondi capelli di Ada giacevano sul pavimento, Ada e Dario
avevano ricevuto la loro lezione. Il parrucchiere era scatenato:
anche il carré cadeva sotto le forbici ed in breve Ada
aveva la stessa pettinatura di Fulvia..
Ada aveva impiegato 3 anni e mezzo a riavere i capelli come prima
ma pur piacendosi con i capelli lunghi aveva superato il tabù
del taglio. Ora erano nuovamente da un parrucchiere, ma Fulvia
non sapeva che l' incontro non era stato casuale. Fulvia non sapeva
che il parrucchiere, era l'attuale fidanzato di Ada. Fulvia, seduta
sulla poltrona con indosso la mantellina, non si era accorta di
una cosa, quella cosa che improvvisamente Ada rese manifesta.
Ada aveva conosciuto Sergio, il parrucchiere, ad una festa, avevano
fatto l'amore nel suo salone, sul divano, la notte stessa. Al
termine Sergio le aveva detto: "ti accorcio i capelli, come
ricordo della nostra avventura"; Ada, temprata dall'esperienza
fatta 10 anni addietro, aveva acconsentito, e i suoi capelli furono
lunghi solo più fino alle scapole. Dopo il taglio gli disse:
Vediamo se sai meritarti un altro taglio! Lo meritò e i
capelli vennero tagliati alle spalle, poi fu la volta di un carré
corto, poi fu il turno del rasoio elettrico che li lasciò
lunghi solo pochi millimetri. Dopo l' ultimo piacere, una morbida
schiuma ricopriva la testa di Ada, e Sergio, armato di amore e
rasoio, la rapò a zero
Ada si tolse quello che Fulvia non aveva riconosciuto come parrucca
e apparve bellissima e calva. "Vedi che non ho bisogno dei
capelli per essere bella?" Disse a Fulvia, "appena sono
stata rapata mi è venuta l'idea di trovarti e riproporti
la sfida, ora vediamo come stai tu". Fulvia voleva ritrarsi
ma Ada con la destra accese il rasoio elettrico : Fulvia riprovò
il brivido, ma questa volta il rasoio azzerava la chioma centralmente,
senza scampo, dalla fronte all'indietro, poi sul lato destro,
poi sul sinistro, poi la sua testa venne insaponata e Ada iniziò
a passare il rasoio. La testa di Fulvia era completamente lucida.
Ada si accarezzò la testa e passò la mano sulla
pelle rasata, morbida e liscia di Fulvia: " siamo nuovamente
identiche, adesso possiamo proprio definirci amiche per la pelle!"