STORIE DI CAPELLI



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SALONE PARADISO

 

L'appuntamento era alle sette e mezza, proprio all'orario di chiusura del negozio. La giornata era stata molto calda, l'afa mi aveva fatto scoppiare la testa. Per fortuna il sole calava all'orizzonte dandomi la speranza di una serata più fresca. Avevo già abbassato la saracinesca del mio negozio a metà corsa. L'ultima mia cliente se n'era andata ormai da una decina di minuti. Nel frattempo avevo preparato tutto per l'incontro e pulito il locale. Ero girato quando sentii bussare al vetro del negozio. Feci uno scatto improvviso poiché ero soprappensiero. Lei mi sorrideva di là dalla porta. Le andai incontro e l'aiutai ad entrare sollevando la serranda. Una volta entrata, riabbassai fino a terra la saracinesca che sbatté al suolo isolandoci nel nostro mondo fantastico. "Ciao, come ti va ?" le chiesi. "Un po' accaldata, è stato una giornata d'inferno. Non vedo l'ora che si rinfreschi la serata. E poi con questi capelli che si attaccano al collo. Non ne posso proprio più." mi rispose Daniela. "Siamo qui anche per questo, mi pare !" le risposi sorridendo. Daniela era una bellissima ragazza con lunghi capelli ramati lisci che scendevano fino a metà schiena. Ora li portava legati in una coda di cavallo per via della stagione calda. Aveva un viso dolcissimo abbronzato sul quale brillavano due occhi verdi da gatta. Le labbra erano piccole e sensuali. Il suo corpo magro e atletico faceva invidia a molte donne. I suoi seni spuntavano da sotto la camicetta come due piccole piramidi. "Vai a cambiarti nello spogliatoio" le dissi. Tornò dopo cinque minuti con in dosso il camice delle clienti, con le ciabatte ai piedi e senza più ne camicia ne minigonna. Sotto il camice le rimanevano solo le mutande, almeno così pensai. La accompagnai alla postazione lavatesta. "Siedi su quella poltrona, poi te la regolo per farti stare più comoda." Lei si sdraiò dolcemente sul divanetto del lavabo e io regolai l'inclinazione e l'altezza fino a fare corrispondere il suo collo con l'incavo del lavatesta. "Finalmente un po' di fresco. Usa pure acqua tiepida così che mi dai una bella rinfrescata ai pensieri" scherzò Daniela. "Stai tranquilla, sei stai scomoda dimmelo" ripresi mentre finivo di alzare la poltrona. Scorsi sotto il camice, all'altezza del pube, una zona scura, che non sembravano gli slip. Andai dietro e aprì l'acqua. Le sciolsi la coda e i capelli invasero il lavello riempiendolo di colore rame. Il contatto con l'acqua ridimensionò la chioma riducendola e inscurendola. Ora una sembrava una lunga fune scura. Presi lo shampoo e cominciai a lavarle i lunghi capelli. "Mi piace tantissimo essere massaggiata sulla nuca, mi rilassa" mi disse con gli occhi chiusi. "A me piace farlo" le risposi eccitato. Dopo lo shampoo la sciacquai e poi le raccolsi i lunghi capelli in un asciugamano. "Alzati che ci spostiamo sull'altra sedia." le dissi mentre le abbassavo la poltrona. "Dovresti toglierti il camice che ti metto la mantella da taglio. Non penso che ti faccia freddo, o no" "Non penso proprio" disse togliendosi il camice davanti a me. Rimasi sbalordito. Era nuda. Il suo corpo abbronzato era bellissimo. Il pelo del suo pube mi eccitava. ìTi piaccio, salame ?" mi disse ridendo "Chiudi almeno la bocca, sembri un pesce." "No, è che sai ..." balbettando risposi. "Dai, mi siedo qui vero ? Sono pronta" si mise seduta sulla poltrona. Le avvolsi la mantella bianca intorno al suo esile collo. La guardai sorridere nello specchio. La baciai. Era più forte di me. "Prima il dovere poi il piacere !" mi spinse via "Lavora, su" Le sciolsi l'asciugamano e una cascata di ciocche bagnate scese sulla mantella. Presi un pettine largo e la pettinai tutti i capelli indietro. Per arrivare in fondo alla lunghezza alzai la poltrona premendo il piede sul pedale idraulico. "Si volaaa" scherzò Daniela. Una volta sciolti i nodi, con un pettine più fitto le lisciai tutta la chioma e poi le divisi la testa in varie zone arrotolando le diverse ciocche e fermandole con una pinza. "Sono quasi pronta, devo fare solo una cosa" mi disse allungando la mano sulla mensola per prendere le forbici. "Taglio qui e qui" mi disse tagliando nella mantella due cerchi all'altezza dei suoi seni. "Così passa l'aria e sto più fresca" Ora dalle due aperture uscivano le punte dei suoi capezzoli. Mi stavo eccitando sempre di più. Mi cresceva di secondo in secondo. "Inizio a tagliare, allora !" le dissi senza aspettare risposta. "Corti, molto corti. Li voglio rasati sulla nuca. Poi dopo ti dirò il resto" mi disse Daniela con faccia seria. Le sciolsi la ciocca base sulla nuca e la pettinai. Poi presi in mano il rasoio elettrico e senza montare nessun distanziatore glielo appoggiai sulla nuca. Lo accesi. Un brivido corse lungo la mia schiena. Le lunghissime ciocche cadevano sul pavimento. "Mi fa il solletico" disse Daniela. "Ho appena iniziato, non muoverti" le risposi serio. La nuca era bellissima. Tutt'intorno i capelli lunghi la circondavano. Lì non c'erano più capelli, solo una zona vellutata. Proseguii la rasatura della nuca. "Ho finito con il rasoio. Passo alle forbici" la informai "Può darsi che tu lo debba riutilizzare !" mi disse con un tono di rimprovero. Le baciai la zona rasata pungendomi le labbra. Le sciolsi le ciocche superiori. Sotto la lunghezza s'intravedeva la zona sottostante rasata. Dopo aver lisciato le ciocche con il pettine, fermai con le dita i capelli e con le forbici li tagliai a metà nuca. Il mio obiettivo era un caschetto con la nuca rasata. Andai avanti con il lavoro. Le sciolsi le ciocche ai lati e dopo averle ripetutamente pettinate le recisi con decisione. Scivolavano lungo la bianca mantella lunghi mazzi di capelli scuri fino a fermarsi sulle sue gambe. Alcuni ciuffi s'impigliavano sulla punta dei sui turgidi capezzoli. Finii i lati e mi fermai per farle la frangia. A terra una montagnetta ci capelli scuri copriva il pavimento intorno alla poltrona.
Mi posizionai davanti a lei. "Come la vuoi la frangia? Corta, sugli occhi ?" le chiesi. "Molto corta, un centimetro o due" mi disse mentre faceva uscire le sue mani da sotto la mantella. "Vediamo cosa ti fa gonfiare così tanto qua sotto.." mi disse mentre mi slacciava i pantaloni. "chissà come soffri !" Me lo tirò fuori, ormai rigoglioso di voglia. "Ora avvicinati un po' di più a me, così mentre mi tagli la frangia, posso darti un po' di sollievo" mi disse mentre me lo tirava verso la sua bocca. Ebbi un gemito, quasi mi accasciai. La sua calda bocca me lo stava succhiando. Mi guardò e mi mostro una ciocca con le dita. I suoi capelli sulla fronte erano lunghi uguali agli altri appena. Mentre brividi freddi in quella calda serata mi scuotevano i nervi, le pettinai la lunga ciocca che scendeva dalla fronte. La presi in una mano e con le forbici la recisi. La lasciai cadere sul mio membro duro. Lei lo lasciò andare. Prese la sua lunga ciocca recisa e me la legò alla base del pene. "Bravissimo, così ti voglio. Finiscimi la frangia per bene che ho un altro lavoretto da farti fare." mi disse Daniela. Ormai io ero nel mondo della felicità. Non rispondevo quasi più, annuivo solamente. Le sistemai la frangia con il pettine e forbici. Ora il taglio era finito, cosa poteva volere ancora da me. Volevo far l'amore con lei. "Si può inclinare anche questa poltrona? ì mi chiese. "Certo, può diventare quasi orizzontale" le risposi eccitato. "OK, voglio che tu mi rada sotto. Sai fa tanto caldo lì !" disse sventolando la mantella dal basso facendomi vedere la sua peluria riccia. "Non ci sono problemi" risposi mentre manovravo la poltrona inclinandola al massimo. Ora lei era quasi sdraiata. Le alzai la mantella scoprendo la vulva folta e riccia. "Con la tosatrice, che mi da quel brividino" mi disse eccitata. Presi il rasoio elettrico e cominciai a tosare quel dolcissimo vello. Piccoli riccioli scuri cadevano sulla poltrona. "Apri le gambe un po' di più" le sussurrai. Continuai a raderle il pube. La vedevo agitarsi e mordersi le labbra. Era in piena estasi. "Ora devo passare al rasoio manuale" Non mi rispondeva più. La vedevo scossa da fremiti. La vulva era tutta bagnata. Gliela baciai. Senti il suo sapore dentro di me. Presi la schiuma e gliela spalmai su tutta la fica massaggiandola dentro e fuori. Puoi con in rasoio cominciai a depilarla completamente. Terminai pulendola con un asciugamano e bagnandola con una piccola spugna umida. La leccai tutta. Con la lingua le stuzzicai il clitoride. Poi salii sulla poltrona e la penetrai.