Introduzione
Molte sono le patologie che possono indurre un'alterazione del
capello, e si distinguono classicamente in congenite e acquisite.
Le alterazioni congenite sono geneticamente determinate e possono
essere legate a deficit enzimatici o ad alterazioni del normale
processo di cheratinizzazione, mentre le acquisite possono essere
la conseguenza di numerosi stati carenziali o il risultato di
insulti sia di tipo chimico, fisico che traumatico. Inoltre recentemente
alcuni studi mettono in relazione malattie fino ad oggi considerate
strettamente neurologiche (M. di Steinerì, M. di Alzheimer)
con alterazioni del fusto del capello. Tali indagini, se confermate,
permetterebbero di dimostrare in queste patologie, che le anomalie
del fusto del capello potrebbero assumere il ruolo, se riscontrate
anche in alcuni dei parenti non affetti, di markers precoci ditali
patologie.
Pertanto per un corretto inquadramento diagnostico e per il monitoraggio
delle alterazioni dei capelli si rendono necessarie una serie
di metodiche che ci consentano di raccogliere il maggior numero
di informazioni circa le condizioni del capello.
Tali tecniche di studio possono essere suddivise in tre gruppi
principali: non invasive, semi-invasive e invasive. Alcune di
queste sono molto semplici e realizzabili in tempi brevi senza
l'ausilio di particolari apparecchiature ed a basso costo, mentre
altre richiedono attrezzature particolarmente sofisticate e personale
altamente qualificato con alti costi di gestione.
In questo lavoro prenderemo in esame in ordine crescente di complessità
le tecniche per Io studio dei capelli.
Conteggio giornaliero dei capelli
Questa tecnica prevede la fattiva collaborazione da parte del
paziente il quale si deve attenere scrupolosamente alle indicazioni
impartitegli dal medico. Si tratta di far raccogliere in un contenitore
di plastica e di contare tuffi i capelli che cadono dopo la prima
pettinatura del mattino, inclusi quelli presenti sul cuscino,
sul pettine o sulla spazzola, sulle spalle e nel lavabo, compresi
i capelli persi in seguito ad un eventuale lavaggio. Questa operazione
si deve protrarre per 14 giorni. lì paziente si presenterà
alla visita successiva con 14 contenitori che riporteranno sull'etichetta
la data, il numero totale dei capelli e le indicazioni su un eventuale
lavaggio. Compito del medico sarà valutare se si tratta
di capelli in fase anagen o telogen o di capelli spezzati.
Una perdita di circa 100 capelli al giorno viene considerata un
evento normale come normale è una perdita di 200-300 capelli
dopo un lavaggio settimanale. Quando il lavaggio è eseguito
quotidianamente si dovranno contare meno di 100 capelli al giorno
perché la caduta possa essere considerata normale.
Quindi possiamo dire che tutti quei valori in plus che si discostano
dal range normale possono rivelare uno stato di telogen effluvium,
anagen effluvìum o stati di alopecia aerata in fase attiva
La microscopia ottica a luce diretta dei bulbi ci potrà
essere di ausilio nella diagnosi differenziale.
Va comunque precisato che i valori indicati dovrebbero essere
argomento di nuove e più approfondite indagini per assumere
il significato che oggi gli viene attribuito.
"Wash test"
Anche in questo test è richiesta la collaborazione attiva
del paziente che dovrà effettuare la raccolta dei capelli
dopo un lavaggio settimanale.
I capelli vengono contati e posti in un contenitore. Un valore
maggiore a 250-300 capelli può far sospettare un telogen
effluvium o una alopecia areata in fase attiva. Ovviamente anche
in questo caso un esame al microscopio ottico a luce diretta può
essere utile per una diagnosi differenziale.
Sfregamento dei capelli
Questa tecnica viene routinariamente eseguita dal dermatologo
quando il paziente durante l'anamnesi lamenta una eccessiva fragilità
del capello.
L'operatore seleziona un'area del cuoio capelluto dove clinicamente
è possibile apprezzare una rarefazione dei capelli
afferrandone la parte distale (ultimi 2-3 cm> fra il pollice
e l'indice; le dita vengono sfregate con forza lungo il fusto
del capello. E in seguito si osserveranno per evidenziare la presenza
di frammenti di capelli. Tale operazione viene ripetuta su più
aree del cuoio capelluto. In questi casi il dermatologo deve prendere
in considerazione tutte quelle anomalie del fusto del capello
che possono causare eccessiva fragilità come la tricorressi
nodosa, moniletrix, tricotiodistrofia, tricorressi invaginata,
ecc. Infine non bisogna sottovalutare i danni provocati da agenti
chimici e fisici.
"Pull test"
Tecnica di facile e rapida esecuzione, consiste nell'afferrare
una ciocca di capelli, circa 60, fra il pollice e l'indice a livello
della regione parietale a 2-3 cm sopra il padiglione auricolare
esterno, esercitando una trazione costante sino alla parte distale
del capello. Contare il numero di capelli che sono stati estratti,
se maggiore di 6, si deve sospettare un defluvium. Ovviamente
l'analisi del bulbo può indirizzare verso il tipo di caduta.
Tale procedura può rendersi utile per una valutazione grossolana
della perdita di capelli, che può essere influenzata da
vari fattori, come una eccessiva detersione o spazzolamento. Al
contrario il ridotto spazzolamento che alcuni pazienti attuano
per ridurre la perdita dei capelli può falsare il conteggio.
Nell'anagen o telogen effluvium in fase attiva, il numero dei
capelli aumenta, pertanto un esame microscopico dei bulbi si renderà
necessario per la diagnosi differenziale. Nell'alopecia androgenetica,
nelle aree del cuoio capelluto dove la stimolazione ormonale è
maggiore, il numero dei capelli eradicati sono aumentati, viceversa
nelle zone non androgeno dipendenti è assente o normale.
Questo test può essere indicativo di un telogen effluvium,
anagen effluvium, rottura del fusto del capello, alopecia androgenetica,
alopecia areata localizzata e diffusa.
Test del cartonfeltro
Questo test si basa sull'utilizzo di un cartonfeltro bianco o
nero a seconda se il colore dei capelli del paziente è
scuro o chiaro. Creata una scriminatura sui capelli, si mantengono
questi distanziati da entrambi i lati della scriminatura e si
posiziona il cartonfeltro in modo perpendicolare al cuoio capelluto,
lungo la scriminatura. Scopo del test è ricercare la presenza
di capelli sottili che risalteranno sullo sfondo del cartonfeltro,
di cui si esaminerà la parte distale. Capelli corti, sottili,
con estremità distale affusolata saranno evidenziabili
nell'alopecia androgenetica, nel telogen effluvium in fase di
ricrescita e nella tricotillomania.
Test della scriminatura
Questa tecnica consiste nel creare una serie di scriminature nella
regione del vertice per esaminarne l'ampiezza. La misurazione
può avvenire in maniera molto semplice utilizzando un calibro,
facendo riferimento alla scala di Savin, oppure con mezzi più
sofisticati che consentano di fotografare l'area interessata e
con un software di analisi di immagine. Questo accorgimento consente
anche di poter archiviare le immagini per poi valutarle nel tempo.
Tale test permette di esaminare la superficie del cuoio capelluto
e riconoscere aree di diradamento rispetto a zone normali; ovviamente
se i capelli appaiono diffusamente diradati le scriminature presenteranno
la stessa ampiezza.
Al contrario se il diradamento coinvolge un'area circoscritta,
la scriminatura sarà più ampia rispetto alle altre
zone del cuoio capelluto. Questo test assume un significato per
esaminare l'infoltimento dei capelli ed ha un valore diagnostico
nell'alopecia androgenetica e nell'alopecia areata diffusa, oltre
ad avere un suo ruolo nel monitoraggio.
Tricogramma
Il tricogramma rientra nelle metodiche semi-invasive per lo studio
del bulbo del capello, di facile e rapida esecuzione ci permette
di valutare il rapporto anagen/telogen. Viene effettuato a capillizio
non deterso da 4-5 giorni, questo accorgimento serve ad evitare
la rimozione dei capelli in fase telogen. Si esegue prelevando,
mediante pinze emostatiche preventivamente rivestite in gomma,
in tre zone del cuoio capelluto, un totale di 50-60 capelli. Le
aree sono individuate posteriormente: 1 cm al di sotto della protuberanza
occipitale, nella regione parietale a 2 cm sopra al padiglione
auricolare ed in regione frontale a 2 cm dalla linea mediana.
La ciocca di capelli selezionata viene clampata con le branche
della pinza emostatica il più vicino possibile all'emergenza
dall'ostio follicolare, esercitando una energica e rapida trazione
per eradicarli dal cuoio capelluto. A questo punto mantenendo
le branche della pinza serrate si taglia la parte distale dei
capelli lasciando i bulbi. Viene allestito un vetrino con i bulbi
posizionati parallelamente l'un l'altro. I tre vetrini cosi' ottenuti
vengono osservati in microscopia ottica a luce diretta e per facilitarne
la conta si può utilizzare la 4-metiI-diamino-cinnamaldeide,
un colorante vitale selettivo per la citrullina, amminoacido presente
solo nella guaina radicolare interna del bulbo in fase anagen.
La colorazione rossastra assunta dal bulbo in fase anagen ne permette
il riconoscimento da quello in fase telogen che non assumerà
nessuna colorazione. Nei soggetti normali, il tricogramma mostrerà
bulbi in fase anagen per l'80-85% ed in telogen per il 10-15%
mentre i bulbi distrofici saranno scarsamente presenti (0.5-1
%).
Il tricogramma dipende in gran parte dalla tecnica di esecuzione
e dal medico che Io esegue, poiché se eseguito in modo
non corretto può mettere in evidenza un numero di bulbi
con aspetto distrofico-displastico che vanno ad inficiare il rapporto
anagen/telogen. Inoltre lo stesso rapporto varia con l'età,
il sesso e la sede del prelievo. Pertanto tale tecnica deve essere
eseguita da personale esperto ed in grado di valutare le espressioni
morfologiche dei bulbi. Il tricogramma ha valore diagnostico nel
telogen effluvium, nell'alopecia androgenetica e prognostico nell'alopecia
areata se eseguito anche in regione controlaterale alle aree affette.
Esame della ricrescita del capello
Ci consente di valutare da una parte la crescita del capello e
dall'altra di misurarne l'indice di crescita. Pertanto tale test
non viene utilizzato solo nella diagnosi di patologie, ma può
essere anche utilizzato per studi sulla fisiologia del capello.
Questo esame è di facile esecuzione in quanto è
sufficiente selezionare un'area del cuoio capelluto creando una
finestra di circa 2 cm quadrati, in cui i capelli verranno rasati
fino alla emergenza dall'ostio follicolare. L'area viene successivamente
ricoperta con una medicazione occlusiva che dovrà essere
rimossa dopo una settimana dal medico che misurerà sia
l'indice di ricrescita dei capelli che la densità. Nel
soggetto normale l'indice di ricrescita giornaliero del capello
è pari a circa 0.25-0.35 mm al giorno pertanto la crescita
in una settimana sarà compresa tra 1.5-3 mm. lì
test della finestra di ricrescita è molto utile nei casi
di tricotillomania e nella riferita caduta di capelli, poiché
può fornire la documentazione al dermatologo e ai familiari
che i capelli del paziente crescono normalmente. Inoltre si può
rivelare utile in tutte quelle alterazioni del fusto del capello
che comportano un aumentata fragilità come per esempio
la tricorressi nodosa, il moniletrix ecc.
Fototricogramma
Questa tecnica ci consente di studiare dinamicamente, il ciclo
del capello.
Si esegue fotografando in tempi successivi un'area del cuoio capelluto
preventivamente tatuata e rasata. il tatuaggio ci consentirà
di individuare nei tempi successivi la stessa area di studio.
La rasatura che viene dapprima effettuata ad un centimetro dall'ostio
follicolare e poi, successivamente, a livello dello stesso, permette
di riconoscere i capelli in fase di crescita e quelli in fase
di riposo. Inoltre si possono ottenere informazioni sulla densità
dei follicoli. La ripresa fotografica, effettuata con apparecchiature
standardizzate e relativamente sofisticate, viene eseguita dopo
la rasatura e a 3-4 giorni. il fototricogramma
consente di studiare il ciclo del pelo sia in condizioni normali
che in quelle patologiche.
Biopsia
La biopsia rientra nelle tecniche invasive e può darci
indicazioni sul bulbo del capello in situ, sulle alterazioni dell'epidermide
e del derma associate, sulla struttura del follicolo, per calcolare
il rapporto anagen/telogen, per condurre studi con immunofluorescenza
diretta. Per quanto riguarda la tecnica di esecuzione della biopsia
del cuoio capelluto è consigliabile l'utilizzo di Punch
da 4-6 mm orientando il prelievo in direzione obliqua e parallela
alla direzione di crescita dei follicoli. Inoltre ci sembra importante
sottolineare che il prelievo, specialmente in alcune patologie,
che portano alla alopecia cicatriziale, venga effettuato a cavallo
tra cute normale e quella interessata dal processo morboso. Si
effettuano sezioni longitudinali per individuare e localizzare
eventuali infiltrati infiammatori nonché la loro estensione,
e sezioni trasversali che consentano Io studio di alcune regioni
come l'istmo e il bulge.
Consente inoltre la valutazione di parametri quali la densità
follicolare, il rapporto anagen/telogen e le percentuali di follicoli
terminali e di tipo vello. Tale indagine può essere impiegata
per la diagnosi di alopecie non cicatriziali come il telogen effluvium,
l'alopecia androgenetica e l'alopecia areata, dove lo studio del
follicolo in toto da la possibilità di individuare i markers
della patologia in esame. Nelle alopecie cicatriziali quali il
lupus discoide, lichen piano pilaris, morfea, follicolite decalvante
ecc, lo studio della regione del bulge, proposta come sede delle
cellule staminali del follicolo, è indispensabile per la
prognosi della malattia.
Microscopia ottica
La microscopia ottica permette di evidenziare la maggior parte
delle alterazioni a carico sia del fusto che del bulbo del capello.
L'esame del fusto del capello presuppone un taglio quanto più
vicino possibile all'ostio follicolare, esaminandone i primi 2-3
cm; per la valutazione del bulbo è richiesta l'estrazione
mediante la tecnica del tricogramma. L'indagine si può
eseguire in maniera molto semplice, apponendo su un vetrino portaoggetto
il fusto del capello coperto da un coprioggetto e quindi osservano
al microscopio sia a luce diretta che polarizzata. Con tale semplice
tecnica di allestimento si possono determinare artefatti di osservazione,
cui, però, si può ovviare fissando il campione con
una sostanza ad alta viscosità (Eukit), che tuttavia impedisce
un riutilizzo del campione di capelli per ulteriori indagini.
Tale indagine è indicata per lo studio delle alterazioni
del fusto del capello come la Tricorressi nodosa, Tricorressi
invaginata, Moniletrix, Pili torti, Triconodosi, Pili annulati,
ecc. L'impiego della luce polarizzata, è di ausilio diagnostico
in patologie dismetaboliche come la Tricotiodistrofia in cui,
evidenziando un'alternanza regolare di bande chiare e scure lungo
il fusto (capelli a coda di tigre), permette la diagnosi.
Microscopia elettronica a scansione (SEM)
La microscopia elettronica a scansione permette di osservare a
forte ingrandimento (fino a 20.000 X) la superficie del campione
di capelli in esame. Prima di osservare il capello, è necessario
metallizzare o carbonizzare il campione, cioè ricoprirlo
con una sottile patina d'oro o un leggero strato di una speciale
grafite. Tale operazione si esegue utilizzando il metallizzatore.
lì capello cosi' trattato può essere introdotto
nel microscopio elettronico a scansione ed osservato attraverso
un monitor. Tale tecnica è utilizzata per mettere in evidenza
alterazioni a carico del fusto del capello, non altrimenti rilevabili,
come modesti danni della cuticola, solchi o scanalature. Inoltre,
l'osservazione di sezioni trasversali ci permette di osservare
non solo la forma (pili trianguli, ecc.), ma anche le cellule
cuticolari, gli strati più interni del fusto come la corticale
e la midollare. Consente anche una valutazione del bulbo nelle
sue diverse fasi del ciclo di crescita. É una indagine
indicata in tutte
le alterazioni del capello a completamento di altri esami meno
sofisticati.
Gli amminoacidi del capello
L'analisi degli amminoacidi del capello è una tecnica quali-quantitativa
utile soprattutto nello studio di alcune patologie legate a dismetabolismi.
La determinazione viene eseguita su 0.5 cm di fusto del capello,
previa idrolisi in HCI 6 M per 24 ore a 110 gradi; per quantificate
il contenuto in cistina l'idrolisi viene effettuata con dimetilsulfoxido
0.2 M. Quindi i campioni vengono analizzati con un cromatografo
e il valore ottenuto per ogni singolo amminoacido espresso in
percentuale allo scopo di normalizzare i risultati. Questa tecnica,
permette di evidenziare modificazioni del contenuto degli amminoacidi
in alcune patologie. Nella Tricotiodistrofia, in cui vi è
una ridotta incorporazione di amminoacidi solforati, tale esame
evidenzia infatti una marcata riduzione della Cistina, amminoacido
ad alto contenuto di zolfo. Modificazioni delle concentrazioni
di altri amminoacidi possono essere osservate nell'Adrenoleuco-distrofia,
Deficit di biotinidasi, Argininsuccinicoaciduria, Pili annulati,
Pili torti e anche nella malattia di Alzheimer.
Microanalisi degli oligoelementi
Tale indagine permette di analizzare quali-quantitativamente la
presenza di oligoelementi sulla superficie di campioni biologici,
sfruttando la capacità che ogni atomo ha, quando eccitato
da un fascio di elettroni, di rispondere a tale eccitazione con
un decadimento elettronico caratteristico per ogni elemento, tanto
da permetterne l'identificazione. Questa tecnica consente l'individuazione
del pattern degli oligoelementi presenti sulla superficie del
fusto del capello, rappresentato in condizioni normali da: Na,
Mg, Si, P, 5, CI, k, Ca e Fe. In particolare, sul fusto dei capelli
normali, si rileva un'alta percentuale di 5 compresa fra 89% e
98%, tra 1% e 3% di CI e Ca, mentre gli altri oligoelementi sono
presenti
in tracce. La microanalisi con il supporto della microscopia elettronica
a scansione, permette di correlare immediatamente il dato morfologico
al target chimico. lì campione in esame viene colpito da
un fascio di elettroni e in risposta a questa eccitazione, dalla
superficie del campione si ha l'emissione di diversi tipi di radiazioni.
Elettroni tipo Il ed elettroni back scattered che vengono utilizzati
per la visione e raggi x per la microanalisi. Inoltre è
possibile mediante le mappe a raggi x poter localizzare con precisione
le molecole degli oligoelementi presenti sul fusto del capello.
É indicata in patologie come la Tricotiodistrofia, in cui
mostra una notevole riduzione dello zolfo, oligoelemento componente
di aminoacidi solforati come la Cistina, e rappresenta un valido
ausilio diagnostico all' analisi degli aminoacidi. Ha importanti
valenze per scopi di ricerca, infatti permette una valutazione
dell'incorporazione degli oligoelementi nel capello dopo l'assunzione
di integratori alimentari e del comportamento di prodotti cosmetici
nel modificare il normale pattern degli stessi. Infine ha indicazione
per la risoluzione di problematiche di medicina del lavoro e per
una valutazione dell'inquinamento ambientale esogeno ed endogeno.