La, così detta, papilla dermica del capello (da non confondere con le papille dermiche del derma papillare della cute) è una struttura mesenchimale connettivo-vascolare di cui i fibroblasti sono le cellule dominanti ed essenziali, durante l'anagen si trova nel sottocutaneo (ipoderma superficiale) in una invaginazione della matrice che la avvolge.

Aspetti morfologici
Durante l'anagen la papilla è ben sviluppata: i fibroblasti,
al microscopio ottico, appaiono di forma fusata con citoplasma
vaquolizzato e con un grosso nucleo ovoidale e poco colorato.Il
loro apparato del Golgi è ben evidente, il reticolo endoplasmatico
rugoso ricco di ribosomi, il loro asse maggiore è generalmente
parallelo all'asse papillare.

All'inizio dell'anagen le cellule papillari mostrano un marcato
incremento di RNA.
Pare esserci una stretta relazione tra l'attività citogenetica
delle cellule della papilla e quelle della matrice del bulbo ma
all'inizio della anagen l'attività cellulare della papilla
non precede ma segue quella della matrice e questo conforta l'idea
che non sia la papilla a dare il via all'anagen ma che sia la
matrice in anagen ad attivare l'attività cellulare della
papilla.
Sembra comunque più che probabile che la papilla contribuisca
a determinare il ritmo ciclico del follicolo mediante la produzione
di ormoni ad attività paracrina di cui il più importante
potrebbe essere il TGFb, calone ad attività inibitoria
sulle mitosi della matrice. Le cellule della matrice senza il
controllo del TGFb avrebbero probabilmente una moltiplicazione
sregolata e come di tipo neoplastico.
Esiste una unità papilla pilare-guaina mesenchimale del
follicolo che produce nuovi fibroblasti papillari: è proprio
la guaina che corso dei cicli pilari successivi sembra assicurare
un numero costante di cellule papillari.
La papilla è riccamente vascolarizzata: le arteriole nascono dal plesso dermo-ipodermico che circonda a canestro il follicolo in anagen, discendono lungo il bulbo anastomizzandosi tra di loro e poi entrano nella papilla sfioccandosi in numerosi capillari fenestrati ed il numero di vasi che entrano ed escono dalla papilla è direttamente correlato con la sua grandezza.

Attraverso questi vasi arrivano alla matrice quegli ormoni,
in senso proprio e che in gran parte determinano il ciclo follicolare
ma al contempo non pare che sia essenziale alla sua "nutrizione"
né alle sue necessità aerobiche.
Le cellule endoteliali dei capillari della papilla in anagen vanno
incontro ad attività mitotica ma anche questo si verifica
in un periodo successivo all'inizio dell'attività mitotica
delle cellule della matrice del bulbo.
Nei follicoli umani in anagen VI il rapporto numerico fra le cellule
papillari e quelle della matrice è approssimativamente
di una a nove.
La sostanza fondamentale intercellulare della papilla appare jalina
ai normali coloranti: si colora però con l'Alcian Blu e
con il blu di toluidina , quindi contiene glicosaminoglicani non
solfatati come l'acido ialuronico, fondamentale per controllare
il contenuto di acqua intercellulare, e glicosaminoglicani solfatati
come il condroitin-6-solfato, necessario per controllare gli scambi
ionici fra i comparti intra ed estracellulari (e forse fonte di
zolfo per la sintesi della cheratina?).
Fibre longitudinali circondano il bulbo e si proiettano all'interno
della papilla e la sostanza fondamentale è come racchiusa
in una rete formata da fibrille collagene e da fibre elastiche.
Alla microscopia elettronica nella fase anagen la papilla è
separata dalla matrice da una membrana basale trilaminare, in
continuità con la membrana vitrea del follicolo, quindi
con la guaina epiteliale esterna. I fibroblasti della papilla
hanno espansioni citoplasmatiche multiple che sono apparentemente
in contatto con le cellule epiteliali della matrice, contemporaneamente
le cellule endoteliali della papilla dimostrano una notevole attività
pinocitosica.
I capillari poggiano su una membrana basale multilaminare che,
ad ogni ciclo pilare e quindi ad ogni nuova vascolarizazione,
funge da supporto al loro sviluppo.
Attorno ai vasi si trovano spesso dei mastociti.

Durante il catagen la papilla è coinvolta da fenomeni
apoptotici, che però non arrivano mai alla loro conclusione:
la scomparsa della papilla.
La papilla è situata ora sotto la colonna epiteliale formata
dalle cellule residue della matrice. Essa è ridotta ad
un ammasso di cellule in apoptosi pochissimo vascolarizzato ed
i capillari apparenemente spariscono del tutto quando il vecchio
capello è in fase catagen 3 e telogen 1 ed nuovo capello
è in fase anagen 1 e 2 non ha ancora ricolonizzato con
le sue cellule la zona della matrice.

La membrana basale che, in contiuità con la membrana
vitrea (la basale dell'epidermide) separava la papilla dalla matrice,
si ispessisce sempre di più con il progredire del catagen
formando delle pliche.
I fibroblasti perdono le loro espansioni citoplasmatiche, hanno
scarso citoplasma ed il loro nucleo diventa rotondeggiante, condensato,
ipercromico, irregolare ed essi aderiscono gli uni agli altri
tramite strutture simil desmosomiali. Nel loro citoplasma si possono
anche osservare lisosomi e vacuoli autofagici tipici della classisa
apoptosi. Le colorazioni per i glicosaminoglicani sono diventate
negative.

Embriogenesi del capello
Sembra ormai dimostrato il ruolo "induttore" delle papilla
primitiva nel corso della tricogenesi embrionaria, anche se restano
sconosciuti sia il tipo di "segnale" che inizia tale
induzione che le sue modalità di azione.



Adulto
Lo studio della papilla umana in vivo è reso estremamente
difficile per le sue ridottissime dimensioni e quasi tutta la
letteratura è "costruita" sul modello delle vibrisse
del ratto.
Nelle vibrisse del ratto, dove la papilla è assai più
grande e più facile da osservare e quindi da studiare,
sembra che questa rivesta un ruolo fondamentale anche per la nutrizione
(e quindi per la crescita?) della stessa vibrissa.
Nel ratto la papilla adulta sembra conservare, come nell'embriogenesi,
un ruolo tricogenico, anche se la letteratura è in parte
discordante affermanado che papille intere impiantate sotto l'epitelio
follicolare non sono in grado di indurre formazione di follicoli
ma che fibroblasti papillari coltivati in vitro ed impiantati
sono in grado di dare origine ad una vibrissa, perdendo poi questa
loro capacità dopo la terza generazione di cultura.
Il fibroblasto papillare
Il fibroblasto papillare del capello umano è stato studiato
in comparazione col fibroblasto dermico e con il fibroblasto della
guaina mesenchimale perifollicolare (fibrobasto avventiziale).
In cultura mentre il fibroblasto dermico resta sempre in monostrato,
è fusiforme e bipolare, il fibroblasto papillare si dispone
in monostrato alla periferia ed in due o tre strati al centro,
inoltre il fibroblasto papillare ha una più bassa velocità
di mitosi, presenta in cultura un citoplasma striato con numerose
espansioni e delle inclusioni nucleari a bastoncino visibili al
microscopio elettronico. Il fibroblasto avventiziale, è
invece costituito da cellule fusiformi con espansioni molto allungate.
Si è anche visto che, in vitro, il fattore di crescita
epidermico (EGF) ed il fattore di crescita fibroblastico (FGF)
stimolano la moltiplicazione dei fibroblasti papillari del capello.
Il minoxidil non modifica la crescita dei fibroblasti papillari
in vitro mentre l'idrocortisone la rallenta ed il testostrone
ed il diidrotestosterone la inibiscono ma a concentrazioni molto
elevate.
Questi ultimi non hanno alcuna influenza né sui fibroblasti
pilari né su quelli della barba.
Recettori ormonali del fibroblasto e della papilla
Gli androgeni regolano la crescita dei capelli e dei peli: la
loro azione varia a seconda della localizzazione. Essi stimolano
la crescita della barba, hanno poco o nessun effetto sulle sopraccigliae
possono ndurre regressione pilare sul cuoo capelluto in soggetti
geneticamente predisposti.
Gli androgeni una volta fissati ai recettori regola l'espressione
genica in maniera diversa a seconda della zona e dell'ormone anche
se tali geni non sono a tutt'oggi noti. Forse proprio studiandoi
fibrobrasti papillari si riuscirà si riuscirà a
comprendere il loro effetto paradosso d trasformare i peli della
barba in peli terminali ed involvere invece i capelli a peli folletto.
Per ora possiamo solo ipotizzare che la chiave di comprensione
di questa apparente contraddizione sia nella capacità di
aromatizzazione dei tessuti periferici.

La matrice estracellulare della papilla
E' molto poco conosciuta e saremo grati a tutti quanti ci leggono
per le notizie che ci invieranno, notizione che studieremo e pubblicheremo
poi su queste pagine.
La fibronectina è ben presente nella matrice estracellulare
della papilla in anagen e sparisce durante il catagen, essa facilita
la migrazione dei fibroblasti durante la fase di crescita. Il
collagene IV e la laminina sono sempre presenti durante il ciclo
pilare e sono responsabili della coesione dei fibroblasti in unità
funzionali. I collageni interstiziali (collagene III ed I) sono
anch'essi presenti in tutto il ciclo pilare.
In fase anagen matrice estracellulare della papilla è composta
da condroitin-6-solfato, da condroitina non solforata, da dermatan
solfato, da eparan-solfato e probabilmente da condroitin-4-solfato.
In fase catagen mancano sia il condroitin-6-solfato che la condroitina
non solforata. Una nuova glicoproteina della matrice estracellulare,
la tenascina, è stata recenemente scoperta e risulta presente
durante tutto il ciclo pilare ma non se ne conoscono le funzioni.
Patologia della papilla pilare e malattie del capello
Nella così detta "alopecia androgenetica" (telogen
defluvio) si ritrova una diminuzione delle dimensioni della papilla
e della matrice della zona colpita.
In queste zone il rapporto tra il volume della matrice e quello
della papilla è di 3 a 1, mentre normalmente è di
10 a 1.
Nelle così dette "zone attiniche" di soggetti
affetti da alopecia androgenetica le papille assumono un aspetto
"a diamante", mentre normalmente esse sono oblunghe.
I contorni sono mal definiti ed i fibroblasti perdono il loro
assetto parallelo all'asse maggiore della papilla. In miscroscopia
elettronica il loro citoplasma appare "rarefatto" ed
il loro nucleo è globoso si ritrovano anche delle anomalie
delle giunzioni intercellulari. inoltre vi è anche una
perdita dellespressione del condroitin-6-solfato nei follicoli
delle zone attive. E' quindi possibile pensare che una delle anomalie
primitive della alopecia androgenetica abbia sede nella papilla
od a livello della giunzione papilla-matrice.
Nella "sindrome dei capelli impettinabili", la papilla
ha delle angolazioni anomale che determinano la forma triangolare
o reniforme dei capelli.
Nella "sindrome trico-rino-falangea di Giedion" il rapporto
volumetrico matrice-papilla è perturbato.
Nei "pili multigemini", che comunque hanno forma normale,
la papilla è indentata.
Nella "tricotillomania" si possono facilmente osservare,
disinserzioni matrice-papilla, emorragie e depositi di melanina.
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